Entrata & Commenti
La politica italiana è un teatrino nel quale si mette in scena di tutto, ma raramente si coglie cosa accade dietro le quinte, e questo perché sempre di più i media si stanno trasformando in pecorelle belanti dietro questo o quello schieramento.
Qualche trasmissione televisiva ha il coraggio ancora di frugare dietro le quinte, come dire che se Anno Zero, Report, Ballarò, Exit e Primo Piano chiuderanno… io smetterò di vedere la TV.
Ebbene, quando un Governo taglia con la mannaia i fondi alla SCUOLA (speranza di moltissimi giovani, soprattutto al Sud e poveri), all’UNIVERSITA’, che per me è quanto di più bello esista nella vita, e alla RICERCA, che è la cosa per la quale io mi inchinerei senza alcun problema, la domanda da farsi è: “Ma quei politici sono impazziti?”. Questo sembra, che siano impazziti tutti dalla sera alla mattina, ma così non è evidente.
Allora cosa può essere accaduto dietro le quinte per aver messo in scena un’opera tanto orrenda?
Questa la risposta che mi sono data: Si dovevano recuperare un miliardo e mezzo di euro per compensare la multa che pagheremo quest’anno e l’anno prossimo e quello dopo... per il mancato rispetto del Protocollo di Kyoto.
A un miliardo e mezzo di euro (3 mila miliardi di vecchie lire) ammonta esattamente il taglio all’Università. Chiaro il concetto, no? Si devono trovare i soldi per pagare la multa che abbiamo sul groppone ogni anno. Una multa che ci vede in Europa rappresentati da una Prestigiacomo che l’unica cosa che sa fare è chiedere miserevolmente una proroga, come fatto solo dai Paesi dell’Est.
Insomma, anziché prendere decisioni strategiche e politiche su come rientrare dentro i parametri di Kyoto, l’Italia decide di fregarsene e scaricare il debito causato da chi distrugge l’ambiente sulle spalle dei poveri, dei giovani, degli studiosi, dei professori, dei ricercatori e di tutti coloro che investono in cultura. La cultura per moti è una speranza di vita. Tagliare le speranze del popolo è l’errore politico più grave che un Governo possa fare, almeno per me.
Carissimo Rocco, grazie.
Ora metto in linea una canzone di Edoardo Bennato che mi piace un sacco. S'intitola "La fantastica storia" ed è la favola del Pifferaio magico di Hamelin. Non c'entra niente (forse) ma è bellissima e te la dedico. Hagar c'è sempre per Rocco... e per tutti quelli di una certa età, come dici tu :-)
Un abbraccio.
A noi di una certa età sembra evidente che non si tratta di una riforma , ma sono solo tagli per risparmiare .
Poi, A noi di una certa età la bella Gelmini fa venire in mente una canzoncina del vecchio zimmerman Only A Pawn In Their Game .
Inoltre, a noi di una certa età, vedendo questi continui attacchi alla scuola pubblica ci vengono in mente cattivi pensieri .
Infine, sempre a noi di una certa età, leggere HAGAR fa sentire meno soli .
Saluti
Rocco .
Siamo sempre i soliti, dormiamo sulle cose da fare da buoni italiani e poi quando arriva il momento cerchiamo scuse e giustificazioni per rimandare, non fare. Facciamo figure misere e peggioriamo la nostra situazione ecologica, compromettendo anche la nostra salute. Bel colpo.
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