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HAGAR Blog


Sei nella categoria: La Voce di Hagar

Mercoledì, 22. Ottobre 2008
Cosa avete sbagliato?
By hagaris2, 22:28

Da: Hagar

A: bertinotti_f@camera.it

Il mio amico Fausto (Bertinotti) è stato ospite ieri a Otto e Mezzo, la trasmissione in onda su La7, che consiglio a tutti di vedere ora che a condurla è Lilli Gruber.

 

Alla domanda della Gruber: “Voi cosa avete sbagliato?” tu, Fausto, hai risposto:

1. La fine del movimento operaio dell’800

2. La fine del ‘68

3. Il fallimento del Governo Prodi

4. … ... ... ...

La roba più recente a cui ti sei riferito risaliva come minimo a 50 anni fa, e il governo del quale eri Presidente della Camera è caduto appena ieri, compagno.

La rinascita della Sinistra italiana per te è legata alla rinascita della Sinistra europea (dimentichi Zapatero), che è come dire che se la borsa di Wall Street volerà… anche quella di Milano chiuderà in positivo.

Non è il Bertinotti che ricordavo e ammiravo quello che ho visto ieri sera in TV. Proprio no.

Rispondo io alla Gruber, visto che tu, Fausto, ti sei completamente perso nei meandri del passato che più passato non si può.

Il punto è che quando una persona parla… parla… parla… e tiene alta la bandiera dei valori sociali più nobili con le sue parole (penso alla famosa difesa delle fasce più deboli), è uno che si carica nel tempo di una dose di responsabilità altissima, per non parlare delle aspettative del suo elettorato, che lievitano come il pane.

Così non è per Berlusconi e Forza Italia, ad esempio (o CdL che dir si voglia), nel senso che con tutte le leggi anticostituzionali che vara quell’uomo… nessuno mai si sognerà di accusarlo di amoralità o alto tradimento del suo elettorato, perché la sua politica è da sempre "limpidamente sporca".

Bertinotti, come anche Bossi, ha fatto un’altra scelta rispetto a Berlusconi, e cioè simboleggiare con la sua persona e il suo partito dei valori forti, a tratti dirompenti, di sicuro puliti, almeno a parole. Per molti anni politici come te e Bossi hanno una quota minima di voti, finché un giorno succede qualcosa di anomalo e grave nel Paese… ed ecco che boom! Si fa il pieno di voti come mai prima di allora. Come mai prima di allora li hai fatti tu, e adesso la Lega.

A quel punto, persone come te e Bossi, partiti come Rifondazione Comunista e Lega Nord, hanno 2 possibilità: O fare quello che per anni hanno promesso al loro elettorato, o accettare di essere spazzati via dalla scena politica nel giro di una legislatura. Per quanto tempo nessuno lo sa. 

Molto semplicemente a Fausto Bertinotti e Rifondazione Comunista è successo questo. Sei d'accordo con me, Fausto?

Una volta al Governo la Sinistra non ha fatto nulla di ciò che ha blaterato per anni, e per me la Sinistra eravate voi di Rifondazione Comunista, non il PD di D'Alema e Veltroni.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La Sinistra non rappresenta più nemmeno uno spillo in Parlamento, e questo per i prossimi cinque, dieci o forse vent'anni.

Bossi e la Lega Nord correranno lo stesso rischio che hai corso tu e il tuo partito, ma credo che loro non siano tanto fessi come voi. Credo che i leghisti faranno quello che hanno promesso al loro elettorato, e magari anche perché hanno capito che in gioco c’è la loro sopravvivenza.

Ci voleva tanto a dire questo, Fausto? A esprimere il pensiero del popolo di sinistra, tornando così ad essere di nuovo la loro voce, nel bene e nel male?

La Sinistra italiana non può rinascere da una Sinistra europea, che già c'è e va a gonfie vele, amico mio. La Sinistra italiana non può rinascere dal re-insegnare ai giovani nei banchi di scuola e agli operai nelle catene di montaggio i valori della sinistra vera, perché quei valori erano e sono ben chiari a molti, tanto da aver formato fino all'altro giorno il 10% e più dei voti italiani. Forse non sono più chiari a te quei valori, e alla dirigenza politica del tuo partito. Forse siete voi che dovete riscoprirli, NON noi. 

La Sinistra italiana rinascerà quando si rifonderà un Partito Comunista nuovo di zecca, secondo me, con dirigenti che non sappiano solo parlare a favore delle fasce più deboli, dei meritevoli e degli onesti, ma che abbiano anche la forza di andare al Governo e varare le leggi per cui sono stati mandati al potere. E questo dal giorno dopo, senza se e senza ma. Ci vuole coraggio per far ciò, lo so, ma la Sinistra, quella vera, è sinonimo di Coraggio, non trovi?

Ne riparliamo fra 15 anni, purtroppo…

Un abbraccio da una comunista che cerca sempre di far seguire i fatti alle parole. 

Hagar

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Martedì, 06. Novembre 2007
Mal di Merito
By hagaris2, 22:34

Mi fa onore che un giornalista come Giovanni Floris, che io stimo moltissimo, abbia citato anche me nel suo ultimo libro "Mal di Merito" a simbolo di un'Italia che vuole sempre più che i bravi restino prima o poi fregati. Bravi e NON raccomandati, ovviamente. Il mal di merito...

La cosa che mi ha fatto più piacere, però, è l'aver letto in che modo Floris ha definito il mio sito ("Un sito di consulenza"). Grazie Floris.

E ora uno stralcio del libro "Mal di Merito".

               

[Fonte: La Stampa - "Ecco l'Italia dei raccomandati"]

Il nuovo libro di Floris: messa a nudo l’altra casta dell’Università.

GIOVANNI FLORIS

Prendiamo Giorgio Giachetti, fiorentino di 32 anni: 9 anni fa si laurea in scienze naturali con 110 e lode; vince due borse di studio, si specializza con il massimo dei voti in scienze e tecniche delle piante officinali. Ottiene un dottorato di ricerca e produce una decina di pubblicazioni internazionali, si specializza in botanica farmaceutica e decontaminazione del terreno mediante l’utilizzo di piante con effetto spugna. Oggi fa l’istruttore di scuola guida, grazie ad un contratto a tempo determinato.

Prendiamo Patrizia De Pasquale. Fallisce l’azienda in cui lavora, e lei manda il suo curriculum in giro. Un giorno le squilla il cellulare. Una ragazza, molto cortese, le comunica la buona notizia: il call center a nome del quale sta chiamando, è felice di comunicarle l’assunzione, in qualità di operatrice. Patrizia ci pensa un attimo e poi sbotta: «Ma vaff….». La De Pasquale è ingegnere, ha 32 anni,, ha frequentato un master in Business Strategy e, soprattutto, i call center li progetta. Patrizia il lavoro ancora non l’ha trovato. Ha spedito ottomila curricula in 3 anni, le hanno risposto tre aziende, ha aperto un sito internet di consulenza, ma di andare a lavorare come operatrice a 6-700 euro al mese non se la sente proprio.

Prendiamo Tommaso Gori, che era un ricercatore dell’Università di Toronto. Ora si trova in Italia, ma prepara le valigie per tornare all’estero.

Nel 2001 il governo offrì ai cervelli italiani fuggiti all’estero una sorta di contratto quadriennale presso le Università italiane, dando poi a quest’ultime la possibilità di assorbire nel corpo docente (per il 95% a spese dello Stato) i ricercatori rientrati. Era un progetto nato per far rientrare in Italia i cosiddetti «cervelli in fuga», e fino a che si è trattato di ospitare dei ricercatori «stranieri» tutto ha funzionato a dovere. Quando però è stato il momento di far diventare professori gli oriundi, il meccanismo si è inceppato, perché è andato in collisione con gli interessi dei Baroni che le cattedre intendono gestirle direttamente. Molte Università allo scadere dei quattro anni concordati rifiutano di stabilizzare nel corpo docente questi cervelli strappati alla concorrenza straniera: il loro stipendio verrebbe pagato direttamente dallo Stato (anche se i fondi, denunciano le università in questione, per difendersi, stentano ad arrivare), ma i posti da docenti sono tutti già prenotati, già promessi agli amici degli amici. Su 446 ricercatori rientrati ne sono stati «assorbiti» circa 40: neanche il 10%. Li abbiamo fatti fuggire, poi li abbiamo richiamati in Italia, adesso non sappiamo che farci...

Una visita al Policlinico.

Una passeggiata per i corridoi di uno dei Policlinici romani può aiutare a capire con quali criteri si selezionano, in Italia, le élite che dovrebbe trainare il resto del paese. L’intera struttura è nelle mani di poche famiglie, e avvalendosi di un’apposita legenda si scopre un esempio di come l’università sia ormai diventata un feudo di poche casate. (...) Iniziamo da Odontoiatria: due i professori associati, uno è il figlio del direttore generale dello stesso policlinico, l’altro è il figlio del docente di Clinica odontoiatrica, potente direttore del Dipartimento in Scienze odontostomatologiche in un’altra Università. Nello stesso corso di laurea troviamo come professore associato di chirurgia il primario di un altro policlinico, nipote di un autorevole ordinario di chirurgia. Ordinaria di medicina è la figlia di un potente palazzinaro romano, anche moglie dell’ordinario di Radiologia, mentre la brillante prof che ha bruciato i colleghi ricercatori riuscendo a diventare ordinario di odontoiatria in tre anni è la figlia del presidente dei chirurghi italiani oltre che moglie del professore ordinario di cardiochirurgia. In un altro dipartimento vive un’intera famiglia. Il professore ordinario a otorinolarigoiatria può contare sull’aiuto del figlio maggiore, associato a otorinolaringoiatria, e di quello minore, ricercatore. Così il professore associato di medicina interna è il figlio del professore ordinario di Biochimica, mentre il professore associato di urologia, è il figlio dell’ordinario di Biochimica, rettore di università.... Se cambiamo città, infatti, non cambia il quadro generale.

Se andiamo a Bologna troviamo nel corpo docente dell’Università figlio, nuora e suocera del rettore. A Firenze il rettore è ordinario di Economia agraria ed estimo rurale: suo figlio ha vinto nel 2002 il posto da ricercatore di Economia agraria ed Estimo rurale (gli altri tre aspiranti al posto di ricercatore persero la gara ritirandosi prima delle prove). Naturalmente col tempo il rampollo è diventato Prof, ed ora insegna nell’Università di cui il padre è Rettore. C’è poi la tenera storia d’amore tra i due docenti: lui è stato il presidente delle tre commissioni d’esame che hanno assegnato a lei (in ordine di tempo): 1) l’incarico per il progetto ospedaliero di prevenzione delle infezioni dei neonati, 2) l’incarico da dirigente medico di ruolo, 3) il posto da professore associato di pediatria generale. Attenzione a non fare, però, di ogni erba un fascio. In Italia ci sono 60.251 docenti, e non sono tutti parenti di Qualcuno con la q maiuscola. Sono in molti casi persone che per avere riconoscimenti al proprio merito hanno dovuto ingoiare parecchi rospi. Basti pensare ad un concorso per la cattedra di otorinolaringoiatria bandito nel 1988, dichiarato irregolare da almeno 10 sentenze, denunciato da un’infinità di articoli, quattro libri ed una decina di interrogazioni parlamentari: bene, il professore che l’ha vinto insegna tranquillamente ortorinolaringoitaria, ormai da 18 anni. Ma la capitale del nepotismo è Bari, senza alcun dubbio: il padre professore ha messo a contratto la figlia, senza concorso, nella facoltà di cui è preside; il vecchio professore di medicina ha presieduto la commissione d’esame che ha promosso il cognato di suo figlio; ben otto professori universitari che insegnano ad Economia hanno lo stesso cognome, e non è un caso di omonimia.

A Medicina il padre, eletto preside, ha lasciato al figlio la direzione della scuola di specializzazione: certo, aveva vinto la selezione, ma (guarda un po’) era l’unico candidato! Qualche tempo fa fu il più importante giuslavorista italiano, Gino Giugni, a mettere nero su bianco la denuncia: «Nella mia qualità di collega tra i più anziani - ha scritto su Labourlist, la mailing list della categoria - prendo spunto da diversi episodi recenti per manifestare la mia preoccupazione di fronte a quella che mi appare una degenerazione grave nei rapporti interni alla nostra comunità scientifica. I concorsi per diventare professore o ricercatore universitario sono sovente predeterminati secondo logiche non meritocratiche... C’è una gestione combinata nella selezione dei giovani studiosi». Ai concorsi, spiegava Giugni, «partecipano tanti candidati quanti sono i posti in gara perché si sono scoraggiati i migliori dal proporre o mantenere la propria candidatura». E «scoraggiare» è un eufemismo...

Una serie di indagini ha portato la Guardia di Finanza a scoprire una sorta di «cupola» formata da cardiologi di chiara fama, baroni che pilotavano le carriere di professori e aspiranti tali. Le indagini dei finanzieri hanno portato ad accertare un’infinità di atti illeciti.

Basti pensare al modo in cui uno dei baroni «preparava» il concorso del figlio: dalle intercettazioni si ricostruisce dapprima il suo impegno per cercare una commissione favorevole, poi il momento in cui comunica al figlio il tema dell’esame, infine il tentativo di procurargli il testo dell’esame già svolto.

Secondo gli atti dell’inchiesta ad un candidato che non accettava di ritirarsi venne trasmesso questo Sms: «Il professore ha fatto avere il tuo indirizzo a due mafiosi per farti dare una sonora bastonata». Lezioni di vita.

Giovanni Floris è autore e conduttore di Ballarò, quest’anno alla sesta edizione. Nato a Roma, ha 39 anni. Laureatosi in Scienze Politiche alla Luiss di Roma nel 1991 con una tesi in Sociologia politica, frequentò successivamente per due anni la Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia. Superato l'esame da giornalista, fu assunto dal Giornale Radio Rai nel 1996, dove fu inviato e conduttore. Come tale ha seguito i maggiori avvenimenti di politica, esteri ed economia, realizzando inchieste in Europa, Sud America e Asia. Ha condotto il Gr del mattino e Radio anch’io; è stato corrispondente dagli Usa. In particolare, si trovava a New York all'epoca dei fatti dell'11 settembre 2001. Dopo quella esperienza, fu nominato inviato speciale a New York, dove si trasferì. Dopo un anno, nel 2002, divenne conduttore del nuovo talk-show Ballarò, che lo ha portato alla notorietà. Vincitore di premi come il St. Vincent, Premiolino, Flaiano, Guidarello e Telegatto, ha pubblicato diversi saggi in materia economia, politica e sociale. Per Rizzoli ha pubblicato Monopoli (2005) e Risiko (2006).

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Domenica, 07. Ottobre 2007
Da quale pulpito...
By hagaris2, 19:15

Da: hagaris@tiscali.it

A: Segreteria.ministro@attivitaproduttive.gov.it;

coordinamento.portale@tesoro.it;

dpf.comist@finanze.it

Inviato: [07/10/2007 18.50] 

Oggetto: Da quale pulpito...

Egregio Ministro,

le scrivo con riferimento al termine “Bamboccione” da lei affibbiato a quanti all’età di 30 anni vivono ancora a casa dei propri genitori. Forse lei non sa che oggi chi entra precario nel mondo del lavoro… precario resta, a 30, 35 e anche 40 anni. In genere il proprio caporale (quello della società interinale di appartenenza) a 30/31 anni comincia a dirti che non ti procura più un lavoretto via l’altro perché stai diventando vecchio e ti tocca fare più turni di riposo degli altri. Lo sa questo lei? Forse no. Credo proprio di no. 

53 anni è l’età del Re dei precari d’Italia, il sig. Michele Piacenza, che s’è cuccato ben 27 contratti precari in 5 anni. Alla fine ha detto “Basta, non ce la faccio più. Non è vita questa” e si è rivolto alla magistratura per vedersi riconosciuto per legge il diritto al posto di lavoro. Dio voglia che riesca a vincere la sua battaglia di civiltà e dignità. Che faccia da apripista a milioni di giovani che oggi in Italia sono ridotti come e peggio di lui.

Lei oggi è stato ospite di Lucia Annunziata alla trasmissione In mezz’ora, e ha definito l’Italia “un Paese a bassissimo tasso di disoccupazione”. Ho riso amaramente, come credo tutti coloro che le hanno sentito dire quella frase con tanto di orgoglio stampato in volto. Certo, se lei conta (come davvero fata fare all’Istat) le persone in cassa integrazione come “occupate” e i precari che in 5 anni collezionano 27 contratti a progetto come 27 posti di lavoro… altro che ragione le danno le statistiche! Si ricordi, però, che a fronte di quelle statistiche ci sono i centri della Caritas che stanno scoppiando, e un altro dato dice che quest’anno ci sono in Italia 2 milioni e mezzo di persone in più a rischio povertà.

Lei non può sapere come si diventa “bamboccioni” perché il suo curriculum parla chiaro, e più avanti le spiego anche perché, ma dovrebbe comunque sapere che uno dei risvolti più allucinanti del precariato è proprio quello della casa. E’ difficile, se non impossibile, che qualcuno affitti una casa a un precario. Ai padroni di casa la flessibilità non la impone nessuno infatti, così come non la impone nessuno alle banche quando devono concedere o meno un mutuo. I proprietari degli appartamenti chiedono che gli si mostri l’ultima busta paga, o niente casa, lo sa? La mia padrona di casa, poi, è stata ancora più esigente, e me ne ha chieste ben 3 di buste paga!

Perciò capisce ora che un precario in Italia è condannato a stare a vita a casa dei propri genitori? Nessuno gli farà mai un contratto di affitto e, in tutti i casi, chi avrebbe i soldi per pagare pure la caparra prima e il preavviso poi? Per me sono stati rispettivamente di 3 mesi e 6 mesi, e cioè un sacco di soldi, le assicuro.

Come fa una persona con un contratto a 3 mesi a uscire dalla casa dei propri genitori se un affitto comporta tutte le cose che le ho detto? Me lo spiega, per favore, perché io non ci arrivo a capirlo.

Sa cosa, ministro? Il punto è che una persona come lei, che ha studiato in Bocconi, con tasse che si aggirano attorno ai 40 mila euro l’anno, forse non dovrebbe fare certe dichiarazioni in pubblico, per delicatezza verso chi la vita se la suda giorno per giorno, e a 30 anni ha già la testa che gli scoppia dalle preoccupazioni per il futuro.

La cosa più assurda, poi, è che lei si è laureato all’età di 26 anni, che non è proprio proprio un’età da giovinetti, non crede? Non è un’età da geni dell’economia, mi consenta di dirglielo, e nemmeno da persona che si laurea in corso di studi. Lei si è laureato fuori corso, ministro, e di parecchio anche.

A questo si aggiunge che la sua laurea, costata ai suoi genitori almeno 320 mila euro (dubito che lei abbia vinto una borsa di studio regionale al CNR per mantenersi gli studi, lavorando di giorno e studiando di notte, come invece ho dovuto fare io) non è bastata a farle decidere di cominciare finalmente a lavorare e mantenersi da solo, perché lei, invece di andare a lavurà, se n’è andato a Boston, a fare un Master in Economia al MIT di non so quante altre centinaia di migliaia di euro, pagato sempre dai suoi genitori, immagino.

Certo, a 26/27 anni lei è uscito di casa, ma a che prezzo però!

Siamo arrivati al 1970, ministro, e lei finalmente va a lavorare e si mantiene da solo. Incredibile ma vero, di fatto lei comincia a lavorare all’età di 30 anni, e cioè esce da casa di mamma e papà (economicamente parlando) proprio all’età dei bamboccioni dei quali ha parlato lei qualche giorno fa.

Non capirò mai perché eleggiamo le persone che devono guidare il Paese (fra quelle imposte dai partiti, ovviamente) e però ci ritroviamo sempre ministri, come lei, che nessuno ha eletto. I ministri dovrebbero essere scelti fra i parlamentari eletti, non trova? E se fra i parlamentari eletti NON ci sono persone in grado di ricoprire la carica di ministro… allora è un vero disastro. Questo, però, è bene che lo chieda a Prodi o a Berlusconi, non a lei. 

La ringrazio molto, la saluto cordialmente e resto in attesa di una sua cortese risposta in merito.

Hagar

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Venerdì, 06. Luglio 2007
Il vicolo cieco dei CV
By hagaris2, 18:48

Nel Corriere della Sera di oggi c'è un bellissimo articolo di Luigi Covatta, intitolato "Il vicolo cieco del curriculum" (pag. 36) e che richiama la mia vicenda personale pubblicata su La Stampa il 2 Luglio scorso.

L'articolo lo vedete qui di fianco e lo trovate anche allegato a fondo pagina. 

Solo per dirvi che sono felicissima che il tema della valutazione delle competenze e della governance del recruiting nelle aziende italiane siano emersi (o tornati ad emergere) a firma di un giornalista del livello di Luigi Covatta. Cosa ha fatto emergere? Leggete l'articolo, perché ne vale proprio la pena. 

Io spero solo che a leggerlo siano soprattutto i selezionatori di risorse umane, delle società di recruiting e non, perché magari inizieranno a comprendere che il loro lavoro - se ben fatto - è determinante per la crescita sana della nostra società (civiltà), ma che perché ciò avvenga è necessario credere fermamente nel fatto che "Da un grande potere derivano grandi responsabilità" (Spiderman).

Colgo l'occasione per ringraziare Luigi Covatta.

Grazie davvero.

File allegati:
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Lunedì, 02. Luglio 2007
Su La Stampa di oggi
By hagaris2, 13:01

Oggi su La Stampa è uscito un articolo che racconta un pezzo della mia vicenda professionale.

Quello che vedete qui di fianco e che vi allego a fondo pagina. Prende spunto da una lettera che ho inviato al ministro Cesare Damiano, che potete leggere QUI.

Colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente Flavia Amabile, giornalista di grande spessore e sensibilità, che ho avuto il piacere e l'onore di conoscere qualche tempo fa.

Ringrazio infinitamente tutti coloro che mi hanno inviato messaggi di grande solidarietà in forma privata, scrivendomi lettere e racconti della loro vita che sono "indecenti" quanto e forse più del mio (a dimostrazione, forse, che al peggio non c'è mai fine). Li ringrazio molto e auguro anche a loro di non disperare mai, oppure sì, di disperare ma da quella disperazione trarre tutta la forza e la rabbia (positiva) che servono per rinascere. 

Ringrazio Radio2 e Radio Capital per avermi invitato a partecipare alle loro trasmissioni (Radio2 oggi, alle 15,19 circa in Barabba. Radio Capital domani mattina alle 9,15).

Ringrazio molto l'Editore che mi ha scritto. Le risponderò il prima possibile.

Ringrazio più di chiunque al mondo mia MADRE, che ha più di 70 anni e alla quale non è importato niente di cosa avessero o non avessero scritto i giornali. Lei conosce la mia storia e adesso è CON ME fino in fondo, senza più "se" e senza più "ma". Senza più paura, in sostanza. Grazie Mamma. Ti voglio bene e sono onorata di esser nata da te e da papà.

A tutti un abbraccio e a presto.

File allegati:
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Mercoledì, 27. Giugno 2007
La Voce di Hagar echeggia
By hagaris2, 12:16

Scopro con immenso piacere che la mia lettera all'on. Franco Giordano è stata pubblicata nel Giornale del Circolo Culturale Omosessuale Mario Mieli [leggi].

Adesso mi auguro con tutto il cuore che l'on. Giordano non risponda più a me (cosa che comunque non avevo neanche ipotizzato per scherzo, a dimostrazione di quanto creda che la politica italiana sia vicina alla gente) ma al Circolo Culturale Omosessuale Mario Mieli, che rappresenta simbolicamente centinaia di migliaia di persone unite di fatto che attendono ancora il riconoscimento dei loro diritti sacrosanti sanciti dalla Costituzione (quella europea, per intenderci, dei diritti umani... visto che della nostra ce ne sbattiamo altamente). 

Non è il Governo di ieri che deve rispondere. E non è il Governo di domani.  E' il Governo di oggi che deve risposte chiare su cosa intenda o non intenda fare davvero con i DICO. E', cioè, quel Governo che tutti dicono "salito per un pelo". E oggi io sono qui a ricordare all'on. Giordano che quel pelo è OMOSESSUALE, se non l'avesse ancora capito. 

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Sabato, 16. Giugno 2007
All'on. Franco Giordano
By hagaris2, 16:13

Da: hagaris@tiscali.it

A: giordano_f@camera.it

Inviato: [15/06/2007 16.03] 15/06/2007 16.03

Oggetto: Sotto il cappello... niente

Articolo pubblicato in data 26 Giugno 2007 dal Giornale del Circolo Culturale Omosessuale Mario Mieli [leggi].

Illustre Compagno, 

ti invio un pezzo che ho scritto in rete e che contiene una lettera a te indirizzata, sperando di ricevere risposta. Intanto ti faccio i miei complimenti più sinceri per il fatto di disporre di una email istituzionale, cosa che non è da tutti, sai.

Ed ecco il pezzo di cui ti parlavo.

Dopo la batosta elettorale subita dalla sinistra meno di una settimana fa Rifondazione Comunista decide di ripartire dalle piazze.

Ci hanno già provato una volta per la verità. Hanno indetto una protesta di piazza contro la politica guerrafondaia di Bush e la manifestazione è andata deserta che più non poteva. Ora tentano con La piazza del Gay Pride, manco a dirlo, e giurano e spergiurano di non volerci mettere il cappello sopra e di non volerla cannibalizzare…

Hanno perso una valanga di voti i comunisti. Hanno perso anche il mio, che pure li voto da sempre. E’ che a me non piacciono le corna, tutto qui. Mi sono sentita tradita dal mio partito e ho deciso di non votarli. Me ne sono stata a casa a stirare la sfoglia per le lasagne e non mi sono affatto pentita, perché se i partiti non sentono il tonfo… mica capiscono che devono cambiare rotta!

Compagno Giordano, il punto non è se potete o non potete mettere il cappello sul Gay Pride. Il punto è se, dopo aver messo il cappello, ci volete mettere anche la faccia e il resto del corpo sotto a quel cappello, perché se è solo il cappello che vi interessa… la gente si sente presa per il c…, no? A me, per esempio, è successo questo, e temo che alle prossime elezioni prenderete ancora meno voti di settimana scorsa, forse addirittura meno di Mastella, che è già tutto dire.  

Il cappello ve l’abbiamo fatto mettere una volta, prima delle elezioni che vi hanno fatto fare il pieno di voti e salire al Governo. L’abbiamo fatto perché eravate i soli a promettere la legge sulle unioni di fatto, la lotta contro il precariato e il lavoro in nero, il ritiro delle truppe dall'Iraq… E invece che avete fatto? NIENTE.
Gli "uniti di fatto" hanno solo visto che Bertinotti ha occupato la poltrona di Presidente della Camera e lei quella di Segretario di Partito. E poi? E poi basta, non è successo nient’altro. La piazza aspetta ancora le leggi che avete promesso e questa è la triste realtà ad oltre un anno dalle elezioni.
Se il vostro cappello continua a stare fra le persone che attendono il riconoscimento dei loro diritti sacrosanti sanciti dalla Costituzione e però non si vede nessuna azione concreta da parte vostra perché quei diritti siano davvero ratificati… allora, compagno Giordano, il rischio è che su quel cappello ci passiamo sopra con tutto il nostro peso, capisci? Il PESO dei nostri voti che non prenderete più. E già c’è odor di elezioni… 

I manifestanti di domani sono persone che hanno saputo di un PRC che ha accettato che le priorità del nostro Paese sono: 

1) Il raddoppio della base militare americana di Vicenza (alla faccia della lotta alla guerra…)

2) L’aumento delle tasse (a partire, anche voi, dalle fasce più deboli…)

3) La costruzione di rigassificatori (alla faccia dell’ambiente…)

4) Il rifinanziamento delle missioni militari all’estero (e in Libano siamo addirittura gli Organizzatori d’Evento) 

5) La legge elettorale

6) L’indulto (alla faccia della giustizia…)

7) Lo scalone pensionistico (quello di Maroni, per intenderci…)   

E insomma, avete posto la Fiducia sul Governo per tutte le questioni (ma proprio TUTTE) per le quali vi siete sempre battuti. Battuti contro.

E i DICO, invece, son rimasti fuori. Avete lasciato fuori una delle richieste più pressanti del vostro elettorato, ma anche quelle dei pacifisti e degli ambientalisti, e per finire con quelle dei milioni e milioni di italiani che aspettano ancora una legge seria sul conflitto d’interessi.

Compagno Giordano, ci sentiamo tutti traditi, non solo io. Capisci perché alla manifestazione contro Bush non ha partecipato nessuno? E capisci perché domani il tuo cappello in piazza proprio non lo vogliamo?
Andate nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama, non in piazza, e varate le leggi che avete promesso ai vostri elettori. Tentate di riconquistare credibilità e rispetto... finché siete in tempo.

Ora non siete più all’opposizione, se non ve ne foste ancora accorti. Ora siete al GOVERNO, e non è più tempo di protestare. E’ tempo di LEGIFERARE.

Cordialmente,
Hagar

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Sabato, 26. Maggio 2007
Il CRAC Tecnosistemi
By hagaris2, 13:35

Stefania Rimini (9 Oct 2006, 16:29)

"Alcune delle informazioni che ci sta fornendo riguardo Sirti e Tecnosistemi non facevano parte di quelle già in nostro possesso. Bisognerà risentirsi e verificare nel caso di un aggiornamento, intanto grazie per il contributo".

(Redazione Report @ 9 Oct 2006, 8:46 )

Lunedì 9 ottobre alle ore 16.00 Stefania Rimini risponderà a domande, critiche e curiosità sull'inchiesta da lei realizzata "Il grande crac" in onda domenica 8 ottobre.

(Hagar @ 9 Oct 2006, 14:11 )

Intanto un grazie a tutto lo staff di Report per l'eccezionale servizio mandato in onda ieri circa il Crac Tecnosistemi, Finmek e chi più ne ha più ne metta. Conosco un po' la vicenda Tecnosistemi ed è per questo che vorrei aggiungere alcune cose che non mi sembra d'aver sentito nel corso della vostra ricostruzione dei fatti. Lo faccio perché è un puzzle nel quale mancano ancora dei pezzi a mio avviso, e questo potrebbe non far capire alla gente di cosa stiamo davvero parlando.

1. Tecnosistemi è stata acquisita da Sirti, e l'uomo che controlla Sirti è Silvio Berlusconi. Tecnosistemi era leader in Italia sull’istallazione, collaudo e assistenza tecnica di reti fisse, mobili, dati, ponti radio (anche Rai) e stazioni di energia. Se Berlusconi acquisisse anche Telecom (come già anticipato da Beppe Grillo in un suo spettacolo a Pavia), o Tim che dir si voglia, avremmo un politico a capo di tutte le telecomunicazioni d'Italia. Perché non dirlo? Perché non citare, come fatto per Finmerk, chi presiede il CdA di Sirti? Dell'Utri (uno dei fondatori di Forza Italia) in Finmerk, e in Sirti chi c'è?

2. Freedomland - del noto Virgilio De Giovanni - diventò NTS e l'operazione di entrata in borsa di Tecnosistemi sarebbe avvenuta tramite un'operazione detta tecnicamente Reverse Merger. Significa che c'è un modo banalisssimo in Italia per entrare in Borsa pur non possedendone i requisiti di bilancio e solidità aziendale: quello di farsi acquisire da un'azienda che è già riuscita ad entrarci, e magari come nel caso di Freedomland operando illeciti di ogni genere (10 mesi con la condizionale fu la condanna per Virgilio De Giovanni, che non fece un solo giorno di carcere e fondò il giorno dopo il misfatto un’altra azienda). Perché non spiegare ai telespettatori che grave falla c'è nelle regole di entrata in Borsa delle aziende italiane?

3. Una chicca sull'intervista fatta al Direttore di Rete Telecom. Italtel ha dichiarato fuori produzione da anni le "piastre di fondo", così si chiamano le schede di commutazione che tutti abbiamo visto in centrale accanto al direttore. Le scorte sono in via di esaurimento e prestissimo non ci saranno più schede sostituibili con altre funzionanti. Ci avevate visto bene. Non solo obsolescenza degli impianti ma assoluta inerzia, soprattutto, nel porre rimedio a questa situazione di "disaster recovery", così potremmo definirla dal momento che il rischio che si corre è proprio quello, tecnicamente parlando.

4. Perché non illustrare l'elenco infinito di banche che hanno concesso prestiti alla Tecnosistemi? Si parlava di 35 banche, poi di 50 e addirittura di 72, ma certo è che l'elenco è enorme. Allora perché non intervistare le banche, magari dalle 15esima in avanti, e chiedere su quale base decisero di concedere ancora prestiti a Mario Mutti se l'azienda era già ampiamente insolvente con le banche precedenti? Perché non spiegare agli italiani come avviene il meccanismo di finanziamento delle aziende da parte delle banche? Come mai uno come Mutti ricevette fiducia da parte di una lista interminabile di banche? Eppure anche i soldi delle banche sono soldi nostri, non trovate?

5. Si è solo accennato al caso Tim Brasile. Eppure è lì che fa la sua apparizione Grisendi. La fa in Cirio, in Parmalat e in Tecnosistemi. Perché non raccontare bene chi è costui? Forse sarebbe stato interessante sapere il nome dell'anello di congiunzione fra le tre aziende, no? Così come interessante sarebbe stata la descrizione delle scatole cinesi di questa vicenda, dove non manca certo né Telecom né Olivetti, o Olitecno che dir si voglia.

Mi fermo qui. Quello che voglio dire è che i pezzi del puzzle c'erano quasi tutti ma la trama del complesso disegno che da anni era stato architettato non era chiarissima come avrebbe potuto essere. Spero che fra un annetto o due, quando le ultime mosse di questa "brutta vicenda" che ha portato al lastrico un pezzo di cuore dell'economia italiana (le telecomunicazioni non sono solo il presente ma anche e sempre più il futuro) saranno compiute, rimanderete in onda un nuovo servizio, completo, che tracci tutto quanto è avvenuto nel mondo delle TLC negli ultimi anni e chi a quel punto ne avrà ottenuto l'intero mazzo delle redini in mano.

Cordialmente e grazie.

Hagar

[Links:  Forum "Il Grande Crac" --- Trasmissione

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Mercoledì, 16. Maggio 2007
Liceo Scientifico A. Guarasci
By hagaris2, 13:02

Mando un caro saluto agli studenti del Liceo Scientifico A. Guarasci, che in questo momento sono on-line e stanno visitando il mio blog.

Mi hanno trovato con Google, digitando una frase molto importante, e che è: "mafiosità che cos'è".

Sono felice che questa frase veda l'Hagar Blog in prima pagina, al secondo posto addirittura, perché è importante che i giovani comprendano che i mafiosi sempre meno hanno la coppola in testa e la lupara in spalla, e questo anche se i media si sforzano di farceli vedere così. I mafiosi sempre più vestono in doppio petto e si lustrano di titoli che solo i grandi uomini dovrebbero avere. Sempre più siedono nei posti riservati agli uomini di Stato, mentre invece loro dovrebbero essere l'Antistato. In Sicilia resta la mattanza, ma è a Milano che si giocano le partite, e fuori Italia, non a Palermo.

Non facciamo l'errore di pensare che la Mafia non segua i tempi. Che sia rimasta quella di cinquanta o cento anni fa. Non facciamo l'errore di non riconoscere il mafioso che abbiamo davanti solo perché non ha la coppola in testa e la lupara in spalla, perché ce le ha. La lupara ce l'ha nel cuore e nella mente.

Ora che avete visitato il mio blog, acquistate il libro di Travaglio "La scomparsa dei fatti". Entrate nella mentalità degli uomini di potere italiani, dei nostri governanti, e scoprite cos'è MAFIA oggi. Scrivetelo nei temi, cercate di decifrare in che modo la Mafia è cambiata, perché lo sforzo che farete nel riconoscere l'evoluzione mafiosa degli ultimi vent'anni è quella che consentirà all'Italia di rinascere.

La mia generazione e quelle passate non hanno la capacità di capire in che razza di pantano è sprofondata l’Italia. Più che legiferare a favore dei delinquenti, negare il diritto ad un lavoro stabile e far salire la pensione da uno scalone all'altro non sappiamo fare. Voi, però, siete il NUOVO che avanza. Più la scuola vi offrirà uno strumento come internet per capire dove si annidano le verità in questo nostro Paese dichiarato SEMI-Libero (unico in Europa ad avere un marchio tanto orrendo) e più voi siete il nuovo che avanza.

Io penso che solo le prossime generazioni potranno cambiare l'Italia, cioè voi, perché se voi andate in rete e cercate frasi come quella che avete cercato, tentando di capire col vostro cervello cos'è la Mafia, allora l'Italia si salverà.

Chi vi dice tutto questo è Hagar. Una donna siciliana che conosce bene cos'è la cultura mafiosa, al punto da aver fatto le valige e lasciato la sua terra il giorno dopo aver conseguito la laurea. Speravo che Milano fosse un'oasi di pace, e invece negli anni ho capito quello che adesso sto dicendo a voi: Che la mafia peggiore gioca le sue partite proprio qui, a Milano, nel Nord Italia. Di mestiere affossa le imprese più sane e lo fa come niente fosse. Organizza entrate in borsa truffaldine, svuota le casse delle aziende come quelle dei dipendenti, manda al lastrico i fornitori e migliaia di famiglie in mezzo alla strada. Poi sistema i processi e non fa un solo giorno di galera. Come? Come ci riesce? Grazie allo spezzettamento dei capi d’imputazione fra cento procure diverse e godendo di decreti legge come l'Indulto di Mastella e quello precedente del Governo Berlusconi che ha ridotto le pene per falso in bilancio fino a farle diventare semplice reato amministrativo (si paga una multa in sostanza e tutti amici come prima).

Provate a rubare un cellulare per strada e vedete cosa vi succede. Provate a rubare un portafogli o un lettore MP3 e vedete cosa vi succede. Allora va bene capire cos'è la Mafia oggi leggendo i blog, ma io dico anche che è importante che i vostri insegnanti vi raccontino delle leggi emanate dai ministri di grazia e giustizia negli ultimi dieci anni. Che vi parlino dell'ultima posizione che l'Italia occupa in Europa per rispetto dei diritti umani (incapacità sempre più grande del nostro Stato di garantire giustizia ai suoi cittadini), perché per capire il fenomeno mafioso bisogna prima di tutto comprendere qual è il terreno sul quale tale mostro può vivere e prosperare. E il terreno è quello che i nostri politici hanno preparato con cura nel giro di poche legislature.  

Un abbraccio, vostra

Hagar

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Domenica, 06. Maggio 2007
Comincialitalia
By hagaris2, 11:59

In questi giorni sono successi molti fatti con riferimento al giornale Comincilitalia. 

E adesso Hagar prende posizione, ma perché l'ho deciso io, non perché mi ci ha tirato dentro a forza qualcun altro (sebbene un po', devo dire, ci hanno provato). Ho scritto a Donatella Papi, direttrice del giornale Comincialitalia. 

 

Cara Donatella,

ti scrivo con riferimento all’interessante e lunghissima conversazione telefonica avuta con te due giorni fa.

Abbiamo parlato di molte cose e poi siamo approdate alle varie forme di collaborazione possibile, sul fronte giornalistico, imprenditoriale e politico. Sono stata ad ascoltarti attentamente e alla fine ho deciso che si poteva tentare, perché sebbene fosse evidente quanto la distanza fra le mie e le tue idee fosse incolmabile (penso sicuramente alle questioni attinenti alla chiesa e alla religione), comunque mi avevi chiamato e mi avevi fatto delle proposte interessanti, perciò avevo immaginato che ti fossi avvicinata a me animata da quella “voglia e capacità di andare oltre” tipica di chi crede nella libertà di pensiero e di espressione più che in qualsiasi altra cosa al mondo.

Ieri, però, sono andata a leggere il manifesto del Partito che vuoi creare e devo dirti che stento ancora a credere che l’abbia scritto tu. Avrei voluto leggere di conflitto d’interessi e giustizia, economia e falso in bilancio, pari opportunità e precariato, libertà d’informazione e ambiente, e invece ho letto solo di religione cristiana come unica religione e unica chiesa possibile, e di un’Italia di Piero (Fassino) simile a quella che un tempo fu di Abramo e Isacco. Donatella, ma davvero pensi che Pierino sia un altro unto dal Signore come il Berlusca? Basta con questo prendere i nostri politiciattoli (di destra, di centro e di sinistra) e innalzarli a quei grandi uomini che non sono. Mio padre dice sempre che il più pulito dei politici italiani ha la rogna e io comincio a pensarla come lui.

Penso anche, però, che Comincialitalia sia il tuo giornale, e cioè che puoi farne ciò che vuoi, incluso introdurre come regole i dieci comandamenti, esattamente per come hai fatto, ma ritengo anche che sia mio dovere informarti anzitempo su quali sono per me i dieci comandamenti, in modo da capire se c’è possibilità di fare un pezzo di strada insieme o no.

Ecco, li puoi trovare cliccando nella mia home-page, elencati nell’articolo “Il mio CREDO”. Io quelli seguo e non posso seguirne altri, nell’Hagar Blog come (eventualmente) nel tuo giornale e/o in qualsiasi altro giornale del mondo.

Perciò, se vorrai ancora avvalerti della mia collaborazione su Comincialitalia, sappi che ne sarò felice ma solo a condizione che tu mi garantisca la libertà di scrivere ciò che voglio, e cioè di poter portare avanti le mie battaglie anche lì. Penso che un giornalista pagato debba seguire il pensiero del suo direttore-datore di lavoro, ma finché il tuo giornale resterà gratuito il do ut des resta quello che “le persone scrivono per te gratis, ma scrivono quello che gli pare a loro”.

Io, giusto per farti un esempio, scriverei della possibilità non ancora presa in considerazione di fare col Vaticano come si fece col maestoso tempio di Abu Simbel, e cioè tagliarlo a pezzi e spostarlo da un’altra parte. Per cominciare a salvare l’Italia io proporrei di vendere all’asta il Vaticano, poi tagliarlo a pezzi e trasferirlo nel Paese che ci ha offerto di più. Capisci cosa intendo dire, Donatella? Che la distanza fra noi è incolmabile davvero se Comincialitalia si è trasformato in un giornale di partito che ha per manifesto le cose che ho letto e che tu hai scritto.

Se invece saprai e vorrai tenere separati Comincialitalia - testata giornalistica libera e indipendente - da un’altra che creerai e che invece è rigorosamente concentrata a portare avanti le idee del tuo manifesto politico, allora ci sono ancora margini di possibilità di collaborazione. Decidi tu.

Ti saluto cordialmente, ti ringrazio e resto in attesa di una tua cortese risposta in merito.

Hagar

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Lunedì, 30. Aprile 2007
Cambio generazionaleeeee?!
By hagaris2, 15:01

Ieri, ospite di Lucia Annunziata (In mezz'ora) c'è stato l'on. Gasparri. Io ho qualcosa da dirgli e gliela dico.

Gasparri non dispone di un'email istituzionale, non so perché. Se andate nel sito della Camera trovate come email quella che vedete sotto, perciò non pensate che sia falsa. E' proprio la sua email quella che si appoggia a Tin.it.  Il ministro Parisi, invece, ha l'email istituzionale rediretta in quella di partito, la Margherita, ma il redirect non funziona.

Quanto è significativo tutto ciò....

Da: hagaris@tiscali.it

A: gasparri@tin.it

Cc: rt.enzobiagi@rai.it

Oggetto: Cambio generazionaleeeee?! 

Egregio on. Gasparri,

mi chiamo Hagar e le scrivo con riferimento all’intervista da lei rilasciata ieri a Lucia Annunziata, nel corso della trasmissione In Mezz’ora. Ad un certo punto avete affrontato il caso Enzo Biagi, ricorda?

L’Annunziata le ha chiesto se per caso non avevate calcato troppo la mano con Biagi e lei ha risposto con un sorrisetto che “era per il cambio generazionale”. E’ così che ha detto, proprio così,  una, due, forse tre volte, addirittura. Allora ho cominciato a riflettere, sa. Mi succede quando una frase mi colpisce come un pugno in pieno stomaco.

La prima cosa che mi è venuta in mente è una persona: il magistrato Giancarlo Caselli, pensi un po’ dov’è andata a finire la mia testa. Caselli doveva diventare capo della Procura Nazionale Antimafia, ed era anche il favorito perché di collusioni mafia-politica ne aveva scoperte fin troppe, non trova? Stava facendo le pulizie di casa, di casa nostra (l’Italia), anzi di casa vostra, onorevole, perché era le vostre stanze che stava pulendo. Le ricordo solo due Fatti per capire di cosa stiamo parlando:

Caselli ha chiesto il processo per Andreotti e ha ottenuto in Corte d’Appello e in Corte di Cassazione la dichiarazione di piena colpevolezza per l’ex presidente del Consiglio per concorso esterno a Cosa Nostra fino al 1980. Con la gestione Caselli la Procura di Palermo processa Contrada, ma anche Marcello Dell’Utri, amico assai stretto di Berlusconi, nonché cofondatore di Forza Italia, e ne chiede in primo grado la condanna.

Ma all’ultimo momento ecco che arriva il decreto “cambio generazionale”, spero non si offenda se lo chiamo così, cioè Caselli non ha i requisiti di età per ricoprire quella carica (troppo vecchio) e quindi la nomina di Grasso. Correvano gli anni del governo Berlusconi…

Mi sono sempre chiesta se quel decreto facesse parte delle vergogne che avrebbero segnato la Storia d’Italia ma ora, grazie a lei, ho capito che non è così. Che di  “cambio generazionale” si trattava, solo di cambio generazione e nulla avevate contro Caselli e il suo operato di magistrato.

Per finire, le ricordo, ma credo che lei lo sappia meglio di me, che voi politici italiani siete fra i più vecchi del mondo, e non avete certo varato un decreto per impedire che qualcuno (o tutti) metta radici dentro le aule della Camera e del Senato. Fossi in lei mi farei promotore di un’iniziativa in tal senso, così almeno le persone diranno di lei che “è un uomo coerente”.

Sa perché glielo dico? Perché c’è già chi s’è fatto promotore di un’iniziativa del genere, trasversale. Contatti Gad Lerner e si faccia spiegare. Lei ha aderito a quell’iniziativa? Perché dopo le sue dichiarazioni a In mezz’ora credo sia diventato doveroso farlo, sempre per il noto principio che il rispetto altrui si conquista prima di tutto dando prova di coerenza.

E ora mi consenta di porgere i miei più sentiti auguri al maestro Enzo Biagi, anche a nome suo. E’ un giornalista che il mondo intero ci invidia da sempre. E’ un giornalista che ha avuto rilasciate interviste che hanno fatto la storia, d'Italia e del mondo. Ci sono stati Capi di Stato che solo al maestro Biagi hanno rilasciato una loro intervista, lo sa questo lei? Che possa vivere altri duecento anni Biagi e illuminare ancora la mente degli italiani come ha sempre fatto. Bentornato di cuore.

Mi congedo con un aforisma, di Enzo Biagi naturalmente: “Credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere”. Rifletta anche lei su ciò che ha detto ieri in trasmissione.

In attesa di una sua cortese risposta in merito la saluto cordialmente.

Hagar

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Martedì, 24. Aprile 2007
LOC: Laureati Operatori di Call Center
By hagaris2, 10:39

Oggi devo proprio scrivere a Cesare Damiano, Ministro del Lavoro, perché ho una cosa da dirgli da un sacco di tempo ed è ora che gliela dica.  

Da: hagaris@tiscali.it

A: damiano_c@camera.it

Oggetto: LOC: Laureati Operatori Call Center 

Egregio Ministro,

mi chiamo Hagar, ma nella vita reale ero Patrizia, un ingegnere elettronico laureato con lode e un bravo manager, almeno fino a che la mia azienda non è finita gambe all'aria per bancarotta fraudolenta. Ho pure un master in business strategy, pensi un po', cioè non mi manca nulla per ricollocarmi sul mercato del lavoro, non trova anche lei? Eppure, pensi, sono stata costretta a trasformarmi in una scrittrice e raccontare a tutti come sono arrivata al punto in cui mi trovo, perché di tornare a fare il mio mestiere le società di selezione non volevano neanche sentirne parlare. Avevo 32 anni quando sono finita in cassa integrazione ed è allora che è iniziata la via crucis per me. Trentadue anni, caro ministro. Parlo al passato perché adesso non sono più niente di ciò che ero e che le ho fin qui scritto. NULLA, perché ingegnere è colui che FA l'ingegnere e non colui che ha un attestato di ingegnere in mano, e la nostra società è sempre più abituata ad affidare ruoli da ingegnere a chi ingegnere non è, per far marcire in un angolo chi lo è. Ma sarebbe difficile spiegare apertamente il perché di questo strano e orrendo fenomeno. In poche parole si potrebbe dire che trattasi di “Impedimento a chi sta sotto di fare concorrenza a chi sta sopra” Capisce? Parliamo tanto di libera concorrenza e il fenomeno più terribile del nostro Paese è proprio quello di impedire che la meritocrazia emerga e vinca la sua battaglia impari contro le caste radicate ormai ovunque. Autoconservazione del sistema, non saprei in che altro modo definirla.

Ma non è di questo che voglio parlarle.

Il motivo per il quale le scrivo è che ho notato che lei ha un'abitudine quando appare sul video, che è quella di gloriarsi della trasformazione dei contratti a progetto dei call center in contratti a tempo indeterminato, e sottolinea spesso il fatto che lì dentro ci sono moltissimi laureati, di ogni tipo, persino architetti - disse una volta - persino filosofi. Già, filosofi.

Ecco, mi chiedevo se per lei l'aver fatto questo è davvero un successo da attaccarsi al petto come una medaglia al valore o se piuttosto non sia un segno di grande vergogna che voi, politici italiani, dovreste sentirvi bruciare addosso.

E sa perché glielo dico? Perché lei non immagina neanche cosa significhi per una persona che ha dedicato gli anni più belli della sua vita sui libri ritrovarsi a fare l'operatore di call center, e poco importa che sia precario o a tempo indeterminato. Personalmente trovo meglio che sia precario, così almeno potrà essere sbattuto fuori dalla sera alla mattina e tentare ancora una volta di fare quello che ha sempre sognato di fare: l'avvocato, il medico, l'ingegnere, il filosofo e l'economista.

Mi chiedo se lei sa come si sente un laureato nel momento in cui la società gli impone di buttare nel cesso tutti gli investimenti fatti fino a quel momento, e sto parlando di investimenti nobili, ministro, fatti su di sé. Sto parlando di cultura, alla base della crescita di qualunque società civile e democraticamente organizzata.

Ecco, mi chiedo se per suo figlio desidererebbe questo, e se no… allora perché lo vuole per i figli degli altri. Mi chiedo se e quando arriverà il giorno in cui i politici faranno le leggi pensando agli italiani come fossero i loro figli. Perché, vede, è troppo comodo fare la legge sugli altri, consapevoli che non varrà per i propri figli. E' troppo facile giocare con il futuro delle generazioni che verranno solo perché al momento non hanno la forza di farsi sentire e urlare la propria rabbia e disperazione.

Se i vostri figli, signor ministro, fossero i primi a dover campare con 600 € al mese e un contratto precario in mano... forse il precariato non esisterebbe più in Italia, non trova? Se i vostri figli fossero i primi ad essere mandati in guerra, e magari sotto un'aria impestata di uranio impoverito, forse non rifinanziereste più alcuna missione all'estero, o quantomeno vi interessereste di non farli andare tutti sbracciati in Kossovo, per non vederveli ritornare con tanti di quei tumori addosso da riempire gli ospedali di mezza Italia.

Non crede anche lei che il trucco per governare bene un Paese sia amare il proprio popolo come fosse tutto fatto di figli propri? Io penso di sì ed è per questo che volevo capire con lei cos'ha da vantarsi tanto sulla questione dei call center.

A chiederglielo guardi che non è una persona qualunque, ma una che li progetta i call center.

Quello di cui oggi dispone SIRTI l'ho progettato io, pensi un po'. Lo vada a vedere, si renda conto di che lavoro facevo prima di iniziare la via crucis. Ma un giorno anch'io, come tanti, sono stata chiamata per fare l'operatrice di call center mentre nel curriculum avevo scritto che mi proponevo a loro per ottimizzare il loro call center e m'impegnavo ad incrementare del 30% il loro fatturato in un anno proprio agendo sul call center e nient'altro.

Non ce l'ho fatta ad accettare la loro offerta di operatore, sa? Proprio non ce l'ho fatta.

Io penso che dobbiamo vergognarci di queste cose, ministro. Non abbiamo nulla di cui andare fieri, mi creda. Dobbiamo provare vergogna e una pena infinita per quanti hanno studiato una vita e si ritrovano a dover campare a tratti, rinunciando prima di tutto ai loro sogni altrimenti non riuscirebbero neanche a dire di Sì.

Non è questo che i vostri padri vi hanno lasciato in eredità e non è questo che noi vorremmo in eredità dai nostri padri. Perciò, ministro, mi chiedo se non sia il caso di tornare in TV e chiedere scusa a nome del Governo (attuale e precedente) per aver infelicitato la vita di centinaia di migliaia di giovani che un tempo sognavano di fare il medico, l'ingegnere, il filosofo, l'avvocato e l'economista e che, grazie a voi, adesso non vivono più. Sopravvivono e basta.

Grazie, resto in attesa di una sua risposta in merito e la saluto cordialmente.

Hagar

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Domenica, 22. Aprile 2007
Legge sul Conflitto di Interessi
By hagaris2, 18:35

Oggi ho deciso di scrivere all'on. Arturo Parisi, della Margherita. Dice che il nuovo PD sarà innanzitutto aperto all'ascolto dei cittadini. Vediamo se è vero.

Da: hagaris@tiscali.it

A: parisi_a@camera.it

Oggetto: Legge sul conflitto d'interessi

Egregio ministro,

ho seguito con molta attenzione l'intervista da lei rilasciata oggi nella trasmissione di Lucia Annunziata, In mezz'ora.

Ad un certo punto lei ha giustamente parlato del rischio che stava correndo il centro sinistra di vedersi coinvolto nelle stesse situazioni in cui è vistosamente e sistematicamente coinvolto il capo dell'opposizione, on. Silvio Berlusconi.

Ha parlato di un rischio serio di vedersi coinvolti in una questione morale - così l'ha definita lei - che poteva far insorgere il popolo, se ho capito bene, e da lì la fine.

Nella legge sul conflitto d'interessi lei ha giustamente visto la soluzione per questi mali, dal momento che le cose che lei teme… di fatto sono già accadute, e sempre più accadono, a destra come al centro e a sinistra (i CDA delle aziende sono pieni di politici e di tutti i partiti).

Ecco, la mia domanda è questa: Come mai avete visto fra le priorità del Paese il rifinanziamento delle vecchie e nuove missioni militari all'estero, l'indulto, il raddoppio della base militare di Vicenza, la costruzione dei rigassificatori e il cambiamento della legge elettorale, e non avete pensato che la PRIMA legge da fare in assoluto era quella sul noto conflitto d’interesse, dilagante nel nostro Paese ormai da anni?

E' un veleno che intacca pian piano i tessuti produttivi più sani, non trova anche lei? Mi chiedevo se cadrà il Governo e il centro sinistra tornerà a dire per la seconda volta che la legge sul conflitto d'interessi non è stata fatta per mancanza di tempo. Perché c'erano priorità maggiori a cui pensare. All'epoca si scaricò la responsabilità sulla Bicamerale di D'Alema e io mi chiedo questa volta… quando tornerete a chiedere il voto ai vostri elettori… che scusa addurrete per non averla fatta.

La ringrazio e resto in attesa di una sua cortese risposta.

Hagar   

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Lunedì, 16. Aprile 2007
Il Papa e gli Omosessuali
By hagaris2, 11:49

Giorno 25 Novembre 2005, Gianfranco Funari dedicò la sua trasmissione televisiva in onda su Odeon-Telereporter ad un'analisi attenta e critica del comportamento posto in essere dall'attuale Capo di Stato Vaticano, Joseph Ratzinger.

Durante la diretta TV inviai una email a Funari - quella che riporto qui di seguito - che firmai con il mio nome e cognome veri. Decisi di farlo perché, oltre a quanto si era già fatto emergere di criticabile sul comportamento dell’attuale papa, nulla si era ancora detto circa un fenomeno nascente a quell'epoca e che a mio avviso presentava tratti a dir poco inquietanti.

Un fenomeno che io giudicai molto, ma molto più grave - se non devastante - di tutti gli altri messi insieme, umanamente e civilmente parlando. Sto parlando del ritorno alla persecuzione dei gay, cosa che allora rappresentava per molti una sorta di percezione e basta e che invece, proprio come io sospettavo, si è trasformata presto in una mostruosa realtà visibile a tutti.

Funari lesse in diretta la mia email e mi definì persona assai intelligente e attenta (grazie ancora Funari), dopodiché ordinò alla sua redazione di fare delle ricerche sulla questione, perché – disse Funari – se ne sarebbe riparlato.

Ed ecco cosa scrissi quel giorno.

A: contatti@gianfrancofunari.com

[Corriere della Sera, 20 Novembre 2005]: Circa 1700 preti brasiliani accusati di cattiva condotta sessuale, incluse violenze sessuali a donne e bambini.

Leggo ancora: Un fenomeno che il Vaticano cerca di prevenire e il 29 Novembre sarà emesso un documento con le linee guida per i nuovi seminaristi.

"Bene!", è il mio commento. "Vuoi vedere che questo papa Ratzinger non è poi così male come sembra!?" "Ma di che si tratta nello specifico?", mi chiedo ancora, e allora continuo a leggere incuriosita:

                     Esclusione dei ragazzi con tendenze omosessuali

Se i preti violentatori e pedofili sono sotto accusa e Ratzinger vuole escludere dai seminari gli omosessuali, allora... per la proprietà transitiva... i violentatori di donne e bambine… per la Chiesa cattolica... sono gli omosessuali!?

Non mi torna. Ci dev'essere senz'altro qualcosa di sbagliato nella proprietà transitiva, oppure in Vaticano si studia così poca matematica da non sapere che la proprietà transitiva è molto IMPORTANTE, e va usata bene, altrimenti si corre il rischio di dire di quelle cavolate...

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