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HAGAR Blog


Sei nella categoria: Sorelle dItalia

Lunedì, 28. Aprile 2008
Meno male che Silvio c'è
By hagaris2, 23:23

Oggi, alle ore 23.15, il prof. on. Ichino, ospite di EXIT, la trasmissione in onda su La7, dichiara apertamente che la legge proposta da Berlusconi circa la detassazione degli straordinari sul lavoro è, con molta probabilità, vietata dalla Comunità Europea, che impone che non si emanino leggi nettamente a favore di uno solo dei due sessi. "E’ evidente, aggiunge Ichino - e le interviste fatte su strada dalla troupe di Exit lo hanno dimostrato ampiamente - che questa legge sarebbe a netto favore degli uomini".

Le donne che non fanno straordinari al lavoro, infatti, tipicamente scappano a prendere i figli a scuola, vanno a fare la spesa, cucinano la cena, etc. Questa legge, quindi, sarebbe l'ennesimo aumento di stipendio riservato ai soli uomini. Come se non bastasse che l'Italia vanta il maggior divario di stipendio uomo-donna d'Europa!

E adesso, DONNE italiane, cantate pure "Meno male che Silvio c’è...", che intanto io penso che "Il buon giorno si vede dal mattino...".

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Domenica, 27. Aprile 2008
Facciamo quattro conti...
By hagaris2, 17:13

Secondo il Viminale in Italia avvengono 13 stupri al giorno.

Nel 2007, scrive ancora Lucia Annunziata, ci sono stati 4.663 casi di violenza sessuale, sempre in Italia e sempre secondo il Viminale. Le denunce non sono più del 4%. Nel 69% dei casi la violenza è opera del marito, dell'ex fidanzato, di un amico, conoscente o parente. [Clicca QUI per leggere il post di Lucia Annunziata].

Voglio fare quattro conti della serva, ma prendo comunque la calcolatrice, chè non si dica mai che le serve non sanno contare...

Se le denunce non superano il 4% significa che gli stupri ogni anno in Italia non sono 4.663 ma 116.575. E quelli che avvengono ogni giorno, sempre in Italia, non sono 13 ma 320. Cominciamo a dare al fenomeno della violenza sessuale i giusti contorni (leggi: dimensione), che a gridare allo scandalo se è un rumeno che stupra una donna italiana è cosa facile per tutti (me compresa, che li sbatterei in galera e fingerei di non ritrovare la chiave per i successivi 30 anni), ma a fare un esame di coscienza e riconoscere che gli uomini italiani non sono poi così diversi da quelli - gli extracomunitari che vedono ancora la donna come oggetto naturale dei loro sfoghi di rabbia, frustrazione e istinto sessuale - è cosa ben più difficile.

Con questo non voglio dire che gli italiani sono tutti stupratori, ovviamente, ma se ci sono ogni anno 80.436 uomini italiani che violentano una donna... allora qualcosa vorrà pur dire, no? Non mi sembra un numero tanto modesto per un Paese come il nostro, che si professa libero, civile e democratico agli occhi del mondo. E' un numero da Romania, invece. Da Albania e Marocco. Altroché! E allora, forse, e sottolineo la parola "forse", l'evoluzione civile di un Paese non va sempre di pari passo con lo sviluppo economico di quel Paese, e l'Italia ne è un esempio.

I numeri sembrano darmi ragione. Il problema, infatti, non è che un extracomunitario oggi ha violentato o violenterà una donna italiana (cercate di capirmi fra le righe, per favore...), ma che in Italia oggi ci saranno 320 donne violentate, di cui 1 finirà sbattuta su tutti i giornali perché violentata da un extracomunitario per strada... e le restanti 319, e relativi violentatori, rimarranno, invece, nell'anonimato più totale. Perché magari accade che il rumeno... dopo che stupra... ammazza pure, mentre l'Italiano stupra e basta, e così avrà il 96% di probabilità di non finire denunciato dalla vittima, il 98% di probabilità di non finire sui giornali (essendo il suo posto riservato all’extracomunitario di turno), e il 99,9% di probabilità di restare alla fine impunito. 

319 donne italiane oggi verranno stuprate ma NON sporgeranno denuncia, ed è questo, per me, il vero problema da affrontare oggi in Italia, a viso aperto. 

Concentrarci sempre e solo sulla donna che viene stuprata per strada da un extracomunitario significa inconsciamente costruire nelle nostre teste il binomio: extracomunitario=violentatore. E così non è, perché, per l'appunto, i numeri dicono che:

- Il 69% degli stupri commessi in Italia è opera di italiani

- Su 320 stupri che avvengono ogni giorno in Italia, 220 sono commessi da nostri connazionali.

- A fronte di 1 rumeno (o marocchino o albanese) che verrà sbattuto domani su tutti i giornali per aver stuprato una donna italiana oggi, ce ne sono altri 219, tutti italiani… brava gente, che godranno del silenzio mediatico più totale.

Allora, alla luce dei numeri, vorrei capire perché le donne italiane si preoccupano di più di non subire uno stupro per strada che non in casa propria, dove, statisticamente, è molto più probabile che accada.

Io penso che per una donna, al contrario di come vogliono farci credere i media e i politici tutti, sia molto più devastante subire violenza da un uomo che conosce, tant'è vero che a denunciare l'extracomunitario trova spesso il coraggio (leggi: la strada giusta per superare nel tempo il dramma subito), mentre 96 donne su 100 ancora oggi non trovano il coraggio di denunciare il violentatore che conoscono (e cioè quel dramma se lo porteranno dentro per sempre, senza superarlo mai).

Questo post serve per dire che non sopporto i binomi creati ad hoc per spostare l'attenzione della massa dai veri problemi da risolvere (es.: omosessuale = pedofilo, rumeno = violentatore). Poi, fra i titoli di coda, è vero che si sussurra anche che il 96% degli stupri avviene fra le mura domestiche, ma solo fra i titoli di coda.

E ora che ci penso... non è neanche vero che l'italiano stupra e basta, perché se così fosse non si spiegherebbe come mai in Italia la prima causa di morte delle donne resta ancora "la violenza dentro le mura domestiche".

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Domenica, 20. Aprile 2008
Mi guardi? Ti denuncio
By hagaris2, 14:42

Su Sorelle d’Italia c’è un post, scritto da Flavia Amabile, che s’intitola: “Mi guardi? Ti denuncio”.

Cliccate sul link per leggerlo.

Tratta di un giovanotto che sul treno Sondrio-Lecco-Milano fissa il seno di una donna di 55 anni, e questo senza dire neanche una parola e per tutta la durata del viaggio. La donna lo denuncia e il giovanotto finisce condannato a 10 giorni di carcere.

Riporto qui di seguito il mio pensiero al riguardo (lo potete leggere anche fra i commenti al post), ma anche quello di Silent e Maria Sung. A seguire le mie risposte a loro. Penso che in Italia ci sia una differenza abissale fra l'apparenza e la sostanza, e questo a maggior ragione se si parla di questioni femminili. E’ un modo, il mio, per ricordare a tutti che i fenomeni vanno visti nella loro interezza. Che una rondine non fa primavera…

 

Quello che disse Hagar 

Venerdì 18 Aprile 2008 alle 21:42

Non capisco perché il giovanotto non le abbia rivolto la parola. Che razza di corteggiamento è fissare in silenzio il seno di una donna per un'ora o due? Non lo è infatti. Vero è che la donna poteva anche alzarsi e cambiare scompartimento (o vagone) anziché farsi Sondrio-Milano con due torcie puntate addosso...
Di sicuro al posto del ragazzo avrei spiaccicato due parole, tipo: “E’ proprio vero che non esistono più le mezze stagioni”, e avrei tenuto gli occhi al loro posto, che ci avrei guadagnato di più.

Al posto di lei, invece, avrei senz’altro cambiato scompartimento.

Ma 10 giorni di carcere, suvvia… in un’Italia dove 10 giorni non si danno più nemmeno agli stupratori… e ora li andiamo a dare a un guardone diurno!? Se però serve da monito ai molestatori pesanti, chiamiamoli così, allora ben venga.

 

(#) Quello che disse Silent

Sabato 19 Aprile 2008 alle 11:19

Io la storia non la conosco, e non so se l’esagerata era lei, se il rompicoglioni era lui già da tempo, non ho la minima informazione riguardo al tipo di rapporto che avevano, eccetera eccetera.

So solo che sentire commenti del tipo:

“Ah certo. E’ la donna che deve cambiare scompartimento.”

“Come no. Lui mica è frocio, grazie che le fissa le tette.”

rende davvero l’idea del concetto che tuttora si ha della donna.

E sinceramente, mi mette una grande, infinita tristezza, più degli eventuali molestatori sui treni.

 

(#) Quello che disse Hagar

Sabato 19 Aprile 2008 alle 23:31

Silent, vorrei capire che ci trovi di così scandaloso nel mio dire che la donna poteva anche alzarsi e cambiare scompartimento se in quello dove stava c’era qualcosa che non andava bene.

Scusa, eh! Ma se uno ti fissa il seno da Sondrio a Milano… tu che fai? Lasci fare e stai zitta? Io no. O dico qualcosa (visto anche che il tipo non ha detto nulla) o mi alzo e me ne vado. Lei l’ha lasciato fare, che è un po’ come una che si fa toccare il culo senza dire e fare nulla. Non dico che il guardone non avesse torto marcio, ma dico anche che non capisco la donna che non ha reagito in alcun modo.

 

 

(#) Quello che disse Maria Sung

Domenica 20 Aprile 2008 alle 11:32

Hagar, mica niente, ma dire che lei poteva cambiare scompartimento è un po’, aumentando le proporzioni, “se lui ti picchia te ne devi andare di casa”. Certo che è così, ma spostare la responsabilità dagli aggressori alle vittime non sposta di un centimetro il problema, oltre ad essere ingiusto.

Penso anch’io che si debba imparare a reagire in questi casi, ad alzare la voce, a coinvolgere gli altri passeggeri o il conducente: magari non tutte sono pronte a reagire, non siamo tutte determinate uguale. La denuncia per uno sguardo però mi sembra una notizia buona solo per il dibattito mattutino di una radio privata: se non altro serve a far sfogare tutti i repressi de “se non volete essere guardate vestitevi in maniera meno provocante”.

 

(#) Quello che disse Hagar

Domenica 20 Aprile 2008 alle 12:23

Maria Sung, lungi da me dallo spostare la responsabilità dall’aggressore alla vittima, ma in questo caso ritengo che si sia arrivati ad un eccesso, paradosso… Chiamalo come vuoi.

Intanto la donna NON mi sembra affatto un essere fragile e indifeso, tant’è che ha avuto il coraggio di denunciare una cosa del genere a fronte di migliaia di donne che non denunciano ancora nemmeno lo stupro e le percosse. Perciò, visto che è una donna determinata e tosta… poteva anche dire qualcosa o cambiare scompartimento. Vado oltre in questo caso, e la dico tutta, per come la penso. Gli occhi sono fatti per guardare, e tutti li usiamo per guardare chi ci piace, in faccia, dietro, davanti e di lato, con l’unica differenza che una persona educata lo fa senza farsi notare e, al contrario, un cafone maleducato e con qualche ingranaggio in testa inceppato lo fa spudoratamente e senza ritegno (leggi: facendosi notare e dando fastidio).

Quest’uomo doveva essere condannato ad un corso accelerato di buona educazione e, semmai, ad una sfilza di sedute psicologiche, ma non a 10 giorni di carcere. Mi dispiace ma è così che la penso. E d’altronde dice Mamma Rocca: “Si guarda ma non si tocca!”.

In un’Italia dove per gli stupratori di fatto NON c’è la pena del carcere ma, al contrario, una sfilza di aiuti di ogni genere…

Penso, ad esempio, alla protezione dei preti pedofili da parte delle istituzioni tutte, ma anche ai piani di reinserimento sociale finanziati dallo Stato, con tanto di posto di lavoro a tempo indeterminato dato a loro prima che alle persone per bene, e per finire con l’Indulto di Mastella (non dimentichiamoci mai che è stato votato da quasi tutti i partiti, di centro-destra e di centro-sinistra, e prevedeva per gli stupratori con altri reati a carico di uscire di galera il giorno dopo o, beffa atroce, di non entrarci nemmeno per un giorno in carcere, senza ritrovarsi nemmeno le carte macchiate, come quel reato non l’avessero mai commesso).

Ecco, in un’Italia così, dove lo stupro sta sempre più rientrando nella categoria dei reati minori… NON trovo giusto dare 10 giorni di carcere ad un “guardone diurno”, così vedo io il tipo di cui stiamo parlando. E’ una burla che serve solo a dire a tutti che in Italia siamo sensibili al tema “violenza contro le donne”, ma a fronte di una realtà che dice l’esatto contrario, e cioè che fa notizia quando un violentatore è rumeno o albanese ma affoga nel silenzio più totale le violenze perpetrate contro le donne italiane dagli uomini italiani, e che costituisce il vero problema, il 90% del problema, del quale i media NON parlano mai, perché ciò che da fastidio ai maschi italiani (soprattutto leghisti) è che le “loro” donne vengano violentate da extracomunitari. Per la serie: "Ognuno si violenti le donne sue!"

Ecco, mi sembra che in un Paese come il nostro simili condanne siano prive di senso. E’ come se la Mamma Rocca dicesse: “Si tocca ma non si guarda!”

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Lunedì, 03. Dicembre 2007
Pensaci tu, amore
By hagaris2, 22:30

Ho letto un post sulle donne insegnanti che sono sempre più attaccate dai Direttori scolastici per via delle loro assenze.

Dovute ai figli, ovviamente.

Se le insegnanti si assentano, il Direttore deve mettere i supplenti. E i supplenti costano (in 6 anni sono state tagliate del 50% le risorse riservate alle supplenze, leggo nel post), perciò non si può più soprassedere se un’insegnante sta a casa perché il figlio s'è preso la febbre a 40, e la figlia pure magari, perché i germi quuel giorno han deciso di circolare per casa. Il post a cui mi riferisco è pubblicato nel Blog di Flavia Amabile e s’intitola "Chi vuole le mamme-prof?"

Io l’ho rinominato "Pensaci tu, amore", per dire che in una società profondamente maschilista come la nostra si rasenta il ridicolo quando si da addosso alle donne perché badano ai figli, oltre che lavorare da mattina a sera, dentro e fuori casa. E’ un po’ come sparare sulla croce rossa, no?

Gli uomini italiani vogliono che le donne facciano figli, e poi, però, pretendono che siano unicamente loro a crescerli (le madri, intendo). Gli uomini italiani sono rimasti ancora al vecchio motto: "Io porto i soldi a casa". Gli uomini italiani pensano anche che ad una donna incinta vada subito stroncata la carriera, chissà perché poi. Ma non basta. Ora vogliono pure che la donna non si assenti più di tanto al lavoro, o esce fuori budget.   

Ecco, penso che sia tempo che le donne incrocino per un po’ le braccia, mettendo in mano ai padri dei loro figli oggetti "inconsueti", come biberon, manici di carrozzine (e di scope, perché no), termometri, stoviglie, bambole e libri di favole. Che le donne abbiano il coraggio di rinunciare a parte della loro maternità facoltativa per imporre ai padri dei loro figli di crescerli anche loro quei bambini che hanno messo al mondo (al 50%, non dimentichiamocelo mai).

O il punto è invece un altro, e cioè che gli uomni italiani non accettano le donne in quanto tali al lavoro, vedendo ancora scissi i due ruoli: quello del lavoratore (maschile) da una parte e quello del curatore di prole (femminile) dall'altra. Credo che per una donna fare un figlio oggi, in Italia, sia un po' come commettere un reato, perché le si fa pagare il prezzo della sua maternità sotto tutti i punti di vista (serenità, economico, carriera...). 

Nel Nord Europa i papà sono identici alle mamme, nei diritti (come hanno preteso e ottenuto i papà italiani con la recente normativa sull’affido congiunto) e nei doveri (a differenza dei maschi italiani, che di doveri non ne vogliono invece sentir parlare). E io NON mi chiedo da dove nasca questa mentalità. Mi chiedo solo perché nel resto d’Europa si sono capite certe cose e in Italia no, insistendo ad andare in direzione opposta a quella della civiltà e del progresso.

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Lunedì, 06. Agosto 2007
Ti mozzico... cazzo!
By hagaris2, 20:28

Ecco una donna che ha capito come comportarsi con un animale inferocito che tenta di stuprarla.

Ha capito che le lacrime non servono. E non servono le suppliche. Non serve impietrirsi e non serve lasciare che lui faccia quel cazzo che vuole col nostro corpo nella sola speranza che finisca presto. Serve difendersi, invece. Con tutte le proprie forze.

Serve lasciare il segno, perché poi ci sarà il processo, e molto probabilmente sarà di nuovo “stupro”. Questa donna si è forse risparmiata un interrogatorio di fango e insulti - quello che in genere le donne  vittime di violenza sessuale devono subire in Italia prima di ottenere giustizia - e non è poco, direi. E’ stata brava. Forse è riuscita a convincere tutti della sua "innocenza" prima ancora di entrare in tribunale, perché si è procurata delle prove inconfutabili…

(Fonte: Corriere della Sera) Lui chiede favori sessuali e lei glielo morde. Titolare di una ditta di pulizie voleva abusare della sua dipendente che lo ha punito. La donna poi ha sporto denuncia.

MILANO - Lui, titolare di un’impresa di pulizie, ha cercato di violentarla e lei, sua dipendente, si è difesa mordendolo nella zona genitale. Il fatto è accaduto la sera del 24 luglio scorso all’interno del municipio di San Giorgio su Legnano (Milano). Adesso l’uomo, 54 anni, è stato arrestato dai carabinieri di Busto Garolfo (Milano) con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della sua dipendente, 39 anni. Tutto sarebbe iniziato «con apprezzamenti lascivi e con esplicite proposte sessuali, accompagnate da proposte di migliori condizioni di lavoro», come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano Marina Zelante. Dopo le parole il datore di lavoro sarebbe passato ai fatti. «Muoviti, apri la bocca», le avrebbe intimato dopo averla presa per il collo e per un braccio, con i pantaloni abbassati. La donna avrebbe ceduto, data l’inferiorità fisica, ma avrebbe anche reagito sferrando un morso alle parti intime, tanto da lasciargli evidenti segni di denti, provocandogli anche «lesioni epiteliali-vascolari con immediate perdite di sangue».

LA DENUNCIA - L’aspirante «Lorena Bobbit», dopo aver lasciato l’uomo dolorante, il giorno dopo ha sporto denuncia, convinta da una collega con cui si era confidata, e dando così avvio all’inchiesta del PM di Milano Edi Pinatto. A provare la dinamica del fatto, secondo gli inquirenti e il gip Marina Zelante che ha firmato la misura degli arresti domiciliari (il PM aveva chiesto il carcere), ci sono proprio quei segni inequivoci lasciati dai denti della donna sul pene dell’uomo. L’indagato ha dichiarato, agli ufficiali di polizia giudiziaria che l’hanno arrestato, che la sua ditta ha circa 150 dipendenti, di cui circa 120 donne. Gli inquirenti ora si aspettano che qualche altra impiegata della ditta possa sporgere denuncia.

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Sabato, 04. Agosto 2007
Pari inopportunità
By hagaris2, 21:23

Argomento: Mentre in Italia Quote Rosa e PACS (poi DICO, poi CUS, e presto, forse, NIENTE) sfiorano terra con tutta la loro impotenza (fa molto "contrasto" con la figura dei campanili delle chiese che si ergono invece alti e maestosi fino al cielo, vero? Lo so...), l’India che fa?

 <<Michi>>: L'India, tra sistema di caste, antica povertà, problemi legati all’ipersviluppo e crescente islamizzazione, combatte battaglie di civiltà decisamente più complesse delle nostre. E la signora eletta Presidente della Repubblica NON è neanche il nuovo che avanza coi suoi 72 anni e una vita politica a tratti imbarazzante (stesso standard dei nostri parlamentari, per intenderci). Pare sia vecchionianamente “stronza come un uomo”, tanto da aver caldeggiato in prima persona le feroci campagne di sterilizzazione forzata volute da quella Thatcher indiana che è stata Indira Gandhi. Che avesse ragione la Bonino quando dice che "la vera parità è riuscire a mandare al potere donne incompetenti, feroci e corrotte quanto i loro colleghi maschi"?

[Un post che stuzzica il senso critico, e quindi un bellissimo post. Vi consiglio di leggerlo. Lo trovate su Sorelle d'Italia, cliccando sul link che vi ho riportato sotto].

Post di: Michela Murgia

Sito: Sorelle d'Italia

Link: Pari inopportunità 

Commento di Hagar al post:

E dopo la Bonino e Michi… ora si sono anch’io a chiedermelo.

E sì, in Italia la donna al finto-potere (così mi piace definire i posti occupati dalle donne) deve mostrare sempre di essere una spanna più in alto degli uomini in quanto a morale, storia di vita vissuta, principi ispiratori per la politica da perseguire, modo di esprimersi anche... Tutto ciò che è donna, cioè, dev'essere sempre ricoperto da uno spesso panno irreale, di sogno quasi. Bello... ma irrealizzabile, purtroppo. La donna dev’essere sempre un po’ sulle nuvole... quella da mandare al finto-potere in Italia. Che se di economia non ne capisce un cazzo tanto meglio, così potrà essere spedita a Porta a Porta a rappresentare la politica italiana quando c'è da discutere di argomenti come: “Sarà vero che all’uomo italiano piacciono le donne col tacco dai 3 cm e mezzo in su?”

Ma se la donna è così, beh, allora tanto vale tenersi l’uomo, no?! E infatti è proprio questo che accade in Italia. Si prendono 4 donne e le si manda al finto-potere per un anno o due, poi le si rispedisce tutte a casa, per N motivi che non sto a dire.

La donna “diversa” da quella che regna incontrastata nell’immaginario dell’uomo di potere italiano, (quello che decide quali donne mandare al finto-potere per un anno o due e poi rispedire a casa), quella sboccata, che la minigonna l’ha lasciata a Barbie e forse neanche, che se ne intende di Economia e magari anche di Politica estera e Armamenti nucleari, che non lesina di sfoderare frasi al veleno e mollare calci negli stinchi a chiunque tenti di ostacolarla… quella no, proprio non la vogliamo noi maschi italiani! E non la vogliamo in nessun contesto social-lavorativo, figuriamoci quindi al potere... Quello vero.

Penso che in Italia si reprima la donna (intesa come individuo) ANCHE perché gli uomini non hanno ancora imparato ad amare la parte maschile della donna, come anche la parte femminile degli altri uomini e di se stessi. E' costantemente repressa e massacrata l'altra parte di noi, e in questo, come in tutto il resto d'altronde, la Chiesa ha la sua bella fetta di responsabilità. Così adesso ci troviamo in pieno processo civile involutivo in Italia, oggi più che mai. Agli occhi del resto del mondo appariamo come un popolo impotente, assolutamente non competitivo, sia verso l’alto che verso il basso. Siamo anche un popolo che gode meno degli altri, secondo me, perché non c’è niente di più bello dell’identità umana goduta “nella sua pienezza”, cioè col suo essere maschile e femminile uniti a formare una cosa sola (ognuno, poi, dosando le parti di sé come meglio crede e più desidera).

Perciò la domanda che si sono fatti la Bonino e Michi me la faccio anch’io. E mi rispondo che Sì, fino a quando l’uomo italiano non imparerà ad amare anche la parte maschile delle donne (come la parte femminile degli uomini) MAI e poi mai riconoscerà nelle Pari Opportunità il fondamento cardine di ogni popolo cosiddetto "civile e democraticamente organizzato". Questo spiega perché la parità uomo-donna non dipenda affatto dal livello economico di un Paese ma dal grado di maturità raggiunto dalle sue genti. A volte il divario fra le due cose può essere anche molto grande. Questo spiega perché Cile, India e tanti altri Paesi che noi riteniamo goffamente “inferiori a noi” ci stiano in realtà superando in tutto. “Tutto” è per me sinonimo, prima di ogni altra cosa, di Pari opportunità e Libertà, cose di cui l'Italia sembra sempre più volerne farne a meno, chissà perché.

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Sabato, 23. Giugno 2007
Giuliano... Giuliano...
By hagaris2, 09:30

Ieri ospite a Uno Mattina c’era Michela Murgia e si discuteva di precariato. Accanto a lei sedeva Giuliano: un economista del quale non ricordo il cognome. Un fedele amico di MARCO Biagi per 30 anni e un continuatore del suo pensiero presso il centro di ricerca a lui dedicato.

La gara fra Michela e Giuliano è stata impari. Michi l’ha "stutato" per ben due volte. Due volte ha parlato Giuliano… e due volte l’ha stutato. Ma sapete perché Michi non è riuscita a trattenersi dal sorridere e gli ha dovuto dire per forza: "Lei non è ben informato su come stanno le cose"?

Perché Giuliano (minchia, Michi, ma come cazzo hai fatto a mantenere la calma? Però la gamba ti tremava un po’, ammettilo) dice che:

A) E’ ora di finirla con questa mistica del precariato, perché sta rovinando i giovani (Non il precariato... ma il fatto che ci si lagni, capito?)

B) E’ una libera scelta quella dei laureati di andare a lavorare al Call Center. Mica c’è qualcuno che li obbliga! E poi i centralinisti sono sempre esistiti.

C) E’ risaputo che un ricercatore se vuole fare il ricercatore deve mangiare pane e cipolla per vent’anni…

Non so voi, ma io a questo Giuliano gli farei fare 30 anni di call center (meglio se in India, così si toglie pure dalle scatole), con contratto trimestrale a vita, 500 € di stipendio lordi e pedate nel culo se non mi lecca i piedi dalla mattina alla sera per avere il rinnovo... del contratto, ovviamente.

Dice il saggio: "Il sazio non crede al digiuno finché anche lui non si trova con la pancia vuota".

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Mercoledì, 20. Giugno 2007
Azione e Reazione
By hagaris2, 17:57

Sono convinta che in Italia non solo non ci sia mai stata, ma non c'è e non ci sarà mai negli uomini la volontà di eguagliare veramente (nella sostanza) i diritti e i doveri con le donne, e che addirittura la direzione che si sta percorrendo sia quella opposta al resto del mondo (non d'Europa, ma del Mondo, compreso il Terzo).

Altrove le donne conquistano terreno a vista d'occhio, con gli Stati Uniti d'America che mostrano di non sapere nemmeno più cos'è la disuguaglianza di sesso, mentre qui c'è un Capo di Stato (quello Vaticano) che parla della necessità di riscoprire "il limite dei sessi", e non credo proprio che la parola "limite" gli abbia riportato alla mente Gesù ma semmai la Madonna.

Penso alle quote rosa derise da tutti i parlamentari maschi, di destra e di sinistra, all'unanimità come non mai, e all'esclusione dalla dirigenza del PD delle tre ministre donne attualmente in carica (dell'Ulivo). Ma penso anche alla percentuale di lavoranti femminili in Italia molto inferiore a quella vantata dalle donne ARABE. Penso all'assenza delle donne in tutti i posti di comando di ogni settore della società e dell'economia italiana.

Insomma, penso che l'Italia stia andando contro corrente rispetto al resto del Pianeta, riscoprendo il fenomeno del dominio dell'uomo verso la donna, perché... perché la donna ha cominciato a farsi sentire troppo. Sono le donne le più grandi rompicoglioni sulle questioni morali e di morale ne è rimasta ben poco in Italia, Chiesa compresa. Insomma, della serie: "Se state zitte e buone vi diamo qualcosina ogni trent'anni, se invece protestate... vi riportiamo a come stavate cinquant'anni fa". 

Scrivo qui di seguito il pezzo che descrive qual è la dinamica che si creava fino a pochissimo tempo fa quando la donna chiedeva e/o esercitava liberamente quelli che riteneva fossero già i suoi diritti. Spiega come reagiva il maschio, subito dopo e in branco. Ci vuole un'organizzazione al completo per internare una persona al manicomio, no? Giudici, familiari, medici... Quindi, di fatto, un sistema. 

Non è passato molto tempo da allora per poter dire che le dinamiche sono cambiate e, anzi, i fatti mostrano il contrario. L'oggetto del contendere non è quello che si crede, infatti, e cioè la Libertà della donna e i suoi Diritti, ma l'influenza che tale Libertà e tali diritti avrebbero nelle dinamiche dell'esercizio del POTERE.

Quindi, mi chiedo: Come farà mai l'uomo italiano a concedere "pacificamente" i veri diritti mancanti alle donne (ora sono quasi tutti finti) in un'Italia dove Chiesa e Mafia (notoriamente profondamente maschiliste) regnano sovrane da sempre?

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Uno studente chiede ad un noto psichiatra se il comportamento del folle non sia uno dei tanti comportamenti possibili, soltanto poco convenzionale e meno diffuso, e il medico gli risponde:

 <<Come tutte le semplificazioni rischia di poter essere applicata solo in un certo numero di casi, però quella che lei fa è un'ipotesi molto forte e quindi può essere applicata in moltissimi casi. Ecco, ci limitiamo a dire che certamente i comportamenti sono giudicati tali da meritare il manicomio - parlo per lo meno fino a vent'anni fa - o no, a seconda del tipo di disturbo sociale che producono. Voglio dire che i maschi venivano ricoverati molto più che le donne, perché le donne, anche se gravemente sofferenti, erano in grado di fare i servizi di casa… Non so se è chiaro. Poi c'è stata una fase di ritorno delle donne al manicomio. Quando? Quando le donne hanno iniziato a muoversi, soprattutto a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, per la riconquista della loro Libertà, di movimento prima di tutto, uscire sole, avere amicizie, eccetera. E’ allora che sono state messe di nuovo in manicomio. Quindi sono d'accordo con lei nel dire che, grosso modo, uno può fare le peggiori stralunatezze ma se non rompe le scatole ai potenti o ai familiari ricchi non viene ricoverato e non viene chiamato pazzo.>>  

Il nome di questo noto psichiatra è Sergio Piro e la sua intervista è pubblicata in internet, nell'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche.

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Lunedì, 18. Giugno 2007
Sotto il cappello... niente
By hagaris2, 08:20

Articolo pubblicato in data 26 Giugno 2007 nel Giornale del Circolo Culturale Mario Mieli [Leggi l'articolo] e scritto nella bacheca polito-sociale di un villaggio di donne decisamente "adatto a me": Sorelle d'Italia. Un ringraziamento a tutte le Sorelle, che mi hanno accettato subito e con gioia. Felice di far parte della loro "banda di libere e sagge pensatrici" (così per lo meno appaiono a me).

Un grazie speciale a Michela Murgia, che conosco da poco ma dalla quale ho già appreso moltissimo.  

Dopo la batosta elettorale subita dalla sinistra meno di una settimana fa, Rifondazione Comunista decide di ripartire dalle piazze

Ci hanno già provato una volta per la verità. Hanno indetto una protesta di piazza contro la politica guerrafondaia di Bush e la manifestazione è andata deserta che più non poteva. Ora tentano con La piazza del Gay Pride, manco a dirlo, e giurano e spergiurano di non volerci mettere il cappello sopra e di non volerla cannibalizzare…

Hanno perso una valanga di voti i comunisti. Hanno perso anche il mio, che pure li voto da sempre.

E’ che a me non piacciono le corna, tutto qui. Mi sono sentita tradita dal mio partito e ho deciso di non votarli. Me ne sono stata a casa a stirare la sfoglia per le lasagne e non mi sono affatto pentita, perché se i partiti non sentono il tonfo… mica capiscono che devono cambiare rotta!

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Compagno Giordano,

il punto non è se potete o non potete mettere il cappello sul Gay Pride. Il punto è se, dopo aver messo il cappello, ci volete mettere anche la faccia e il resto del corpo sotto a quel cappello, oppure no. Se è solo il cappello che vi interessa… la gente si sente presa per il c…, no?

A me, per esempio, è successo questo, e temo che alle prossime elezioni prenderete ancora meno voti di settimana scorsa, forse addirittura meno di Mastella, che è già tutto dire. 

Il cappello ve l’abbiamo fatto mettere una volta, prima delle elezioni che vi hanno fatto fare il pieno di voti e salire al Governo. L’abbiamo fatto perché eravate i soli a promettere la legge sulle unioni di fatto, la lotta contro il precariato e il lavoro in nero, il ritiro delle truppe in Iraq… E invece che avete fatto? NIENTE.

Gli "uniti di fatto" hanno solo visto che Bertinotti ha occupato la poltrona di Presidente della Camera e lei quella di Segretario di Partito. Sì, e poi? E poi basta, non è successo nient’altro. La piazza aspetta ancora le leggi che avete promesso e questa è la triste realtà ad oltre un anno dalle elezioni.

Se il vostro cappello continua a stare fra le persone che attendono il riconoscimento dei loro diritti sacrosanti sanciti dalla Costituzione e però non si vede nessuna azione concreta da parte vostra perché quei diritti siano davvero ratificati… allora, compagno Giordano, il rischio è che su quel cappello ci passiamo sopra con tutto il nostro peso, capisci? Il PESO dei nostri voti che non prenderete più. E già c’è odor di elezioni… 

I manifestanti di domani sono persone che hanno saputo di un PRC che ha accettato che le priorità del nostro Paese sono:

1) Il raddoppio della base militare americana di Vicenza (alla faccia della lotta alla guerra…)

2) L’aumento delle tasse (a partire, anche voi, dalle fasce più deboli…) 

3) La costruzione di rigassificatori (alla faccia dell’ambiente…)

4) Il rifinanziamento delle missioni militari all’estero (e in Libano siamo addirittura gli Organizzatori d’Evento)

5) La legge elettorale

6) L’indulto (alla faccia della giustizia…)

7) Lo scalone pensionistico (quello di Maroni per intenderci…)

E insomma… avete posto la fiducia sul Governo per tutte le questioni (ma proprio TUTTE) per le quali vi siete sempre battuti. Battuti contro. E i DICO, invece, son rimasti fuori. Avete lasciato fuori una delle richieste più pressanti del vostro elettorato, ma anche quelle dei pacifisti e degli ambientalisti, e per finire con quelle dei milioni e milioni di italiani che aspettano ancora una legge seria sul conflitto d’interessi. Compagno Giordano… ci sentiamo traditi, tutti e non solo io, capisci perché alla manifestazione contro Bush non ha partecipato nessuno? E capisci perché domani il tuo cappello in piazza proprio non lo vogliamo? 

Andate nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama, non in piazza, e varate le leggi che avete promesso ai vostri elettori. Tentate di riconquistare credibilità e rispetto… finché siete in tempo. Ora non siete più all’opposizione, se non ve ne foste ancora accorti. Ora siete al GOVERNO, e non è più tempo di protestare.

E’ tempo di LEGIFERARE.

Cordialmente,

Hagar

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