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HAGAR Blog


Sei nella categoria: La Taverna dei Pensieri

Giovedì, 23. Ottobre 2008
Un miliardo e mezzo di euro
By hagaris2, 22:03

La politica italiana è un teatrino nel quale si mette in scena di tutto, ma raramente si coglie cosa accade dietro le quinte, e questo perché sempre di più i media si stanno trasformando in pecorelle belanti dietro questo o quello schieramento.

Qualche trasmissione televisiva ha il coraggio ancora di frugare dietro le quinte, come dire che se Anno Zero, Report, Ballarò, Exit e Primo Piano chiuderanno… io smetterò di vedere la TV.

Ebbene, quando un Governo taglia con la mannaia i fondi alla SCUOLA (speranza di moltissimi giovani, soprattutto al Sud e poveri), all’UNIVERSITA’, che per me è quanto di più bello esista nella vita, e alla RICERCA, che è la cosa per la quale io mi inchinerei senza alcun problema, la domanda da farsi è: “Ma quei politici sono impazziti?”. Questo sembra, che siano impazziti tutti dalla sera alla mattina, ma così non è evidente.

Allora cosa può essere accaduto dietro le quinte per aver messo in scena un’opera tanto orrenda?

Questa la risposta che mi sono data: Si dovevano recuperare un miliardo e mezzo di euro per compensare la multa che pagheremo quest’anno e l’anno prossimo e quello dopo... per il mancato rispetto del Protocollo di Kyoto.

A un miliardo e mezzo di euro (3 mila miliardi di vecchie lire) ammonta esattamente il taglio all’Università. Chiaro il concetto, no? Si devono trovare i soldi per pagare la multa che abbiamo sul groppone ogni anno. Una multa che ci vede in Europa rappresentati da una Prestigiacomo che l’unica cosa che sa fare è chiedere miserevolmente una proroga, come fatto solo dai Paesi dell’Est.

Insomma, anziché prendere decisioni strategiche e politiche su come rientrare dentro i parametri di Kyoto, l’Italia decide di fregarsene e scaricare il debito causato da chi distrugge l’ambiente sulle spalle dei poveri, dei giovani, degli studiosi, dei professori, dei ricercatori e di tutti coloro che investono in cultura. La cultura per moti è una speranza di vita. Tagliare le speranze del popolo è l’errore politico più grave che un Governo possa fare, almeno per me.

Ma se continuiamo così, mi aspetto che a breve torneranno a parlare della vendita dei quadri della Galleria degli Uffizi e delle spiagge.

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Lunedì, 20. Ottobre 2008
Non è possibile!!!
By hagaris2, 21:14

Ad Otto e Mezzo, in onda in questo momento su La7, c'è ospite la dott.ssa Federica Migliardo. Messinese puro sangue, 32 anni e una fama internazionale. Vince il premio come migliore laureata d'Italia ed è l'unica ricercatrice italiana ad aver vinto il premio UNESCO-L'OREAL.
E' borsista all'Università di Messina e guadagna 850 € al mese dopo 11 anni. Undici anni di cosa? Di premi a raffica vinti in Francia e in tutto il mondo. Ora vince una delle più prestigiose borse di studio internazionali, perché lei è una SCIENZIATA.

Ebbene, a quanto pare Federica NON possiede i requisiti per diventare ricercatrice e viene respinta al concorso.
In un'intervista al TG1 lei dice una cosa molto chiara: Quando la competizione è fondata su basi meritocratiche i migliori ce la fanno, ed è così che lei ha potuto vincere quella prestigiosa borsa di studio. Purtroppo nelle Università italiane non si segue la stessa logica nella scelta dei ricercatori.

Per sentire l'intervista della Migliardo cliccare QUI. E questo il suo incredibile curriculum.

Che dire? Sono felicissima di sapere che una messinese che si è laureata in Fisica a Messina rappresenti un esempio di immensa bravura in tutto il mondo. Io conosco bene la Facoltà di Fisica dell'Università di Messina, dove insegnano professori di uno spessore incredibile. Uno di loro mi sono fregiata di averlo come mio docente alla Facoltà di Ingegneria e ancora lo ringrazio dentro di me per ciò che mi ha dato. Ecco, io ricordo l'Università di Messina come APERTA (mi riferisco al polo scientifico di Contrada Sperone), dove ancora i giovani possono sognare liberamente, perché i professori ti danno chances da tutte le parti se vali davvero. Ma se vedo Federica Migliardo in televisione a testimonianza di un'Università italiana cieca e gretta... che devo pensare? Che mi sono sbagliata? Non ci voglio credere. E già vedo la trasmissione televisiva di turno del 2010, quando Federica Migliardo sarà a capo di una linea di ricerca prestigiosissima in una delle più importanti università del mondo...  

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Venerdì, 25. Aprile 2008
Festa della Liberazione
By hagaris2, 12:01

“Picchetto d’onore… sull’attenti!”

Anche qui, nell’Hagar Blog, in memoria di quanti sono morti anche per la mia Libertà.

Una cosa che faccio sempre è mettere in discussione il mio pensiero sulle cose della vita, e quante volte mi è successo di modificare nel tempo la mia visuale su questo o quell'altro argomento! Sulla Chiesa cattolica, però, non riesco proprio a modificare di una virgola ciò che penso. I fatti del passato e del presente mostrano, infatti, che dovrei pensarla anche peggio di come la penso.

Nel caso della "sacralità della vita" ad esempio - cavallo di battaglia di Ratzinger - ho cercato di comprendere se e fino a che punto il Papa credeva in ciò che diceva. Sono andata nel sito del Vaticano e ho letto "Il Catechismo della Chiesa cattolica". Leggo, leggo e ancora leggo, finché giungo al “versetto” 2267, capitolo: "Il rispetto della vita umana" (ne riporterò fedelmente il testo più avanti). Leggo il Catechismo della Chiesa cattolica e penso al 25 Aprile, oggi, Festa della Liberazione. Liberazione da cosa? Non dimentichiamocelo mai: dal regime nazifascista.

E' stato ormai accertato che i più cruenti criminali di guerra, gli assassini torturatori nazifascisti, sono riusciti a lasciare l’Italia grazie all'aiuto dello Stato Vaticano. Per farli fuggire alla giustizia lo Stato Vaticano ha pagato fior fiori di soldi. Soldi che erano anche delle vittime di guerra, e dei partigiani, e di tutti coloro che sono stati violentati, torturati e massacrati da quegli uomini che, in nome della guerra e di un'ideologia che ci voleva, chi più chi meno, tutti inferiori (portatori di handicap o ebrei, donne o omosessuali, neri o semplicemente "non iscritti al partito fascista"), si sono macchiati dei crimini più vergognosi della storia dell'umanità.

Mengele, il medico che durante la seconda guerra mondiale faceva il torturatore di bambini di mestiere, fu uno dei tanti che ricevette il Passaporto Diplomatico della Santa Sede, con falso nome, ovviamente, e la fece franca. Il Vaticano organizzò la fuga dall’Italia dei peggiori torturatori assassini del regime nazifascista. Li nascondeva nei conventi più sperduti d'Italia e procurava loro passaporti e identità false. Quando tutto era pronto, li faceva imbarcare nelle navi che partivano dal porto di Genova, con destinazione Sud America. Via libera. Libertà per loro di continuare a vivere felici e indisturbati, alla faccia di tutto quello che avevano fatto passare al popolo italiano.

Oggi, però, è il giorno della Liberazione. Quella vera. Liberazione dagli assassini torturatori nazifascisti, gli stessi che il Vaticano ha protetto, in nome di cosa o di chi... nessuno lo sa. Si sa solo che il Papa parla oggi di “sacralità della vita”, quando l'art. 2267 del Catechismo cattolico ancora recita testualmente:

[2267] L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani. Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.

Ecco, dinanzi a due scelte possibili per i criminali assassini nazifascisti (la pena di morte o il carcere), il Vaticano che ha scelto? Ha scelto una terza soluzione, assolutamente non contemplata nelle loro scritture, e cioè l'impunità. La fuga dall’Italia e dalla Giustizia. Niente pena di morte per loro. Niente processi e niente conto da saldare con la Storia. E stiamo parlando della Storia d’Italia, ovviamente. Della nostra storia. Così è stato, d'altronde, anche per i preti pedofili: niente estradizione in America e niente processi. Tutti nascosti nelle stanze vaticane invece, quando non promossi a pieni voti.

LIBERTA' è una parola che il Vaticano mostra di riservare sempre ai peggiori esponenti della razza umana (assassini, torturatori, stupratori, pedofili…), e non si accorgono che in bocca a loro quella parola diventa polvere.

Picchetto d’onore… sull’attenti!!!

Qui, all’Hagar Blog, si può fare. In Vaticano... NON so.

                                                Bella ciao

Questa mattina mi sono alzato,
o bella ciao, bella ciao,
bella ciao, ciao, ciao,
questa mattina mi sono alzato,
e ho trovato l'invasor.

O partigiano portami via,
o bella ciao, bella ciao,
bella ciao, ciao, ciao,
o partigiano portami via,
che mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella ciao, bella ciao,
bella ciao, ciao, ciao,
e se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.
  E seppellire lassù in montagna
o bella ciao, bella ciao,
bella ciao, ciao, ciao.
e seppelire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.

Così le genti che passeranno
o bella ciao, bella ciao,
bella ciao, ciao, ciao,
così le genti che passeranno
mi diranno «che bel fior!».

E questo è il fiore del partigiano
o bella ciao, bella ciao,
bella ciao, ciao, ciao,
e questo è il fiore de

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Lunedì, 14. Aprile 2008
L'Hagar Blog compie 1 anno
By hagaris2, 01:10

L’HAGAR Blog compie 1 anno e quindi è tempo di bilanci per me.   

Siamo partiti che eravamo in 4: Io, Lunatico, Monica e Naty. E c’era un pace che non vi dico... Un vero deserto! 

Senza di loro avrei potuto definire il mio blog “un diario privato”, tanto non era letto da nessuno. E a me piaceva così in fondo, perché a quel tempo a tutto pensavo meno che a istaurare nuovi rapporti, dentro o fuori dal web. Mi piaceva dire il mio pensiero al mondo intero, ma come fossi davvero nel deserto, che anche se parlavo a voce alta comunque nessuno poteva sentirmi.

Era nata Hagar. Patrizia non aveva più voglia di dire niente a nessuno e così aveva preso la parola quest'altra parte di me, che di cose da dire ne aveva invece ancora tante.  

Quest'anno sono successe molte cose importanti. Ho trovato lavoro, cambiato città, casa, e ho persino chiuso una storia importante, di quelle che sarebbero potute durare una vita, direbbe qualcuno. Poi il libro, l’articolo su La Stampa, l’Hagar Business School… E tutto questo grazie all’Hagar Blog.

Ho conosciuto persone fantastiche in rete, e ora siamo parecchi a ritrovarci tutti i giorni in quell'angolo di deserto. Ci sono quelli come me, che si sentono un po' Hagar nella vita, e ci sono quelli che entrano nella tenda solo per leggere le cose che scriviamo, nei post, nei commenti, nelle lettere ad Hagar... Prendono il tè con noi, in buona sostanza, e poi ci lasciano. Nonostante i cambiamenti, io sento che ci ritroviamo sempre lì a parlare, in quell'angolo di deserto dove vive Hagar e il suo cammello.

Hagar non sono più soltanto io, ma tutti quelli che si rivedono in Hagar. A proposito, vi ho inserito nel post la foto del mio cammello: Sebastiano. Era ora che ve lo presentassi, no?! Gli ho chiesto di farmi un bel sorriso per l'occasione, che la sua foto l'avrei messa nel blog, e lui, come vedete, ha fatto del suo meglio.

L’Hagar Blog è il blog di Hagar, non di Patrizia. Era tempo che volevo dire questa cosa. Quella parte di me, Hagar, esiste come esiste Patrizia ormai, e questo nonostante all’anagrafe non lo capiranno mai e continueranno per sempre a chiamarmi Patrizia, sempre e solo Patrizia. Voglio dire che, se dipendesse da me, introdurrei anche domani lo pseudonimo nella carta d'identità delle persone, perché ognuno ha il diritto di farsi chiamarsi come meglio crede nella vita. Ma questa è un'altra storia. 

Hagar è molto diversa da Patrizia. Patrizia è riflessiva e ora tiene i piedi ben piantati per terra. E’ consapevole di come gira il mondo e di come ci si muove quando si sta in mezzo agli altri. Si adatta e rispetta le regole sociali. Hagar, invece, è quella parte di me che è rimasta pura, tanto che fuori dal Web non credo riuscirebbe a sopravvivere più di un giorno. E’ emotiva, irriverente, sarcastica e mille volte più passionale e coraggiosa di Patrizia. La sua esistenza, però, mi consente di ridimensionare ogni evento della vita, dal più bello al più brutto. E in fondo così dev’essere, perché a parte l’amore e la perdita di una persona cara... tutto il resto non ha valore più di tanto a questo mondo, almeno per me.

E ora i ringraziamenti. Un grazie speciale a Lunatico, che sin da quando è partito l'Hagar Blog lo ha praticamente sostenuto in tutto. Grazie a quanti hanno inserito l’Hagar Blog fra i loro siti preferiti, e soprattutto a coloro che mi scrivono per raccontarmi un pezzetto della loro vita, perché così facendo mi aiutano a non dimenticare che se io oggi sono felice… NON è magicamente diventato felice anche il resto del mondo. Proprio no. Perciò è mio dovere continuare a lottare con tutti coloro che si trovano ancora in pieno deserto, provvisti solo di un cammello, una tenda e un PC, proprio come me qualche tempo fa.

E i progetti? Spero di poter dire fra un anno che l'Hagar Business School è partita e che Le dispense di Hagar sono state pubblicate.

Le dispense di Hagar sono dei libri, ma preferisco chiamarli "quaderni multimediali", che trattano di materie tecniche, tipo Elettronica, Informatica, Sistemi di Elaborazione dell’Informazione, etc.. Li ho scritti io, e vi assicuro che sono veramente fatti bene. Perciò Hagar Business School e Le dispense di Hagar i miei progetti per il 2008/2009 nel Web.

Un abbraccio

Hagar

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Sabato, 19. Gennaio 2008
Niente animali in cielo
By hagaris2, 20:19

Quando sono un po’ giù e mi trovo in internet… tipicamente vado in qualche sito vaticanista che più vaticanista non si può. Leggo le ultime bestialità dette da Ratzinger e mi torna il buon umore.

A proposito di bestialità, vi informo che il Papa ha deciso che gli animali NON vanno in paradiso, e nemmeno in purgatorio o all'inferno, perché non hanno un'anima. Dice lui. Tempo fa abolì il limbo, ricordate? Ratzinger sta riorganizzando l’aldilà, praticamente, al posto di Dio (nel caso degli animali trattasi di brutale taglio del costo del personale, è evidente). Perciò niente cani e gatti, amici miei. E ora mi rivolgo alla mia micetta: “Cara Pallinetta, sappi che non ci rivedremo nell'aldilà perché… non lo so perché, ma dicono che tu non hai un’anima e io invece sì. E chi se ne frega dell'anima, Pallinetta mia!!!”.

Niente cinguettio degli uccelli sui davanzali e niente gabbiani svolazzare sulle onde increspate di un mare fresco d'autunno. Niente cammelli nel deserto, ovviamente. Niente farfalline e coccinelle. Niente coala, cicale, lupi e cerbiatti. Niente canguri, camosci e scoiattoli. Niente di niente, insomma. 

Ma com’è possibile, dico io, che Dio abbia concepito un Paradiso così brutto? Cosa sarebbe la Terra senza animali? Un luogo orribile, non v'è dubbio. Figurarsi allora cosa sarebbe il Paradiso senza animali! Due palle incredibili, come minimo. Perciò, come gli animali abbelliscono la Terra col loro dare incondizionato… così abbelliranno il Paradiso, e di questo ne sono certa. Se non andranno in Paradiso sarà solo perché un Paradiso non c’è per nessuno, e se invece c’è... allora sarà pieno di loro: di tortore e faggiani, giraffe e bradipi, panda e micetti… E questo che a Ratzinger piaccia o no.

Non so perché quell’uomo non riesca a starsene un po’ zitto una santa volta. C’è l’ha sempre con qualcuno, peggio delle vecchie comari di paese. Mette zizzania senza risparmiare nessuno, nemmeno le bestie. 

Se uno non ha un cazzo da fare dalla mattina alla sera finisce che si può anche mettere a fare Dio in Terra, stabilendo anzitempo chi andrà in Paradiso e chi no. Ratzinger ha troppo tempo libero: questo è il problema. Se occupasse le sue giornate facendo visita ora ai poveri e ai lebbrosi e ora ai mutilati e ai profughi... forse gli passerebbe la voglia di indossare i panni divini. Se andasse dai malati e gli assetati (cosa che non ha ancora fatto, credo), forse non direbbe le stronzate che dice con tutta questa facilità. Oggi abolisce il limbo, domani gli animali, poi gli omosessuali, le suore stuprate, i preservativi, la pillola del giorno dopo, i barboni, i venditori ambulanti, la Turchia in Europa, la laicità della costituzione europea, Harry Potter e Il Signore degli Anelli... Insomma, mancava tanto così che dicesse davvero che non è detto che sia la Terra a girare intorno al Sole, come sosteneva Galileo, ma volendo potrebbe essere vero anche il contrario...

"Pallinetta, si vedrà se in Paradiso non ci sarà posto per te... o per lui".

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Sabato, 22. Dicembre 2007
Buon Natale
By hagaris2, 23:46

I miei più cari Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti gli amici dell’HAGAR Blog.

Che il nuovo anno possa essere uguale a quello passato, visto che ormai si va di male in peggio ... :-)

Un abbraccio a tutti.

Hagar

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Giovedì, 06. Dicembre 2007
Precari TUTTI, tranne loro...
By hagaris2, 23:50

I precari sono come i manichini che vedete qui di fianco. O meglio: è così che son trattati.

Mio padre diceva sempre che chi portava la divisa non poteva scioperare, e io mi chiedo cosa penserebbe ora che ci son pure i soldati precari. Forse si farebbe una grassa risata. Forse direbbe che un precario non onorerà mai la divisa per come dovrebbe. E anche io la penso così. Un giovane militare per farsi assumere a tempo indeterminato ha un solo modo ormai: firmare e andare. Andare in guerra, intendo, perché fa punteggio.

Precari militari. Precari poliziotti, vigili del fuoco, vigilantes. Precari ballerini, orchestrali, maestri. Tutti i maestri. Precari ricercatori, impiegati, portaborse: quelli che lo Stato paga profumatamente ai politici.

- Precari TUTTI.

Non dirò che il precariato è “la legge vergogna dell'Italia”, perché mi sembra ovvio ormai come concetto. Dirò, invece, un’altra cosa, che ho scoperto l'altro ieri e che mi ha lasciata di stucco.

Prima, però, un piccolo preambolo.

La Sinistra ha fondato gran parte della sua campagna elettorale sulla riforma del mercato del lavoro oltre che sui DICO. Ci dicevano (a noi, popolo di sinistra) che il precariato era una vergogna, e infatti la legge Biagi non andava cambiata, ma "cancellata".

Ebbene, la Sinistra è al Governo da un pezzo ormai, e continuano a dichiarare dappertutto che incentiveranno le assunzioni stabili. Parlano di incentivi per le aziende che assumeranno lavoratori a tempo indeterminato, perché faranno in modo che per loro sia più conveniente che assumere precari. Bene, tutto stupendo, non c'è che dire. Ma qual è la verità, oggi, a quasi 2 anni e mezzo dalle elezioni?

La verità è che lo Stato italiano riconosce alle aziende agevolazioni fiscali per 12 mesi se assumono lavoratori in CIGS a tempo indeterminato, ma da il doppio degli incentivi (24 mesi) se prima li assumono a tempo determinato per 1 anno.

Non lo so. Non lo so se serve dire qualcosa dinanzi agli scempi. E questo è uno scempio per me, dei peggiori: è lo scempio della società.

L’unica cosa che sento di dire è che forse sarò a breve la prima Comunista italiana che voterà Fiamma Tricolore, giusto per dire che il mio voto di protesta è di quelli forti, che più forti non si può. Aspetto che Diliberto faccia anche lui una scelta, di coerenza o NON coerenza (come Bertinotti, per capirci, che ha scelto la NON coerenza), e abbia il coraggio di far cadere questo misero Governo prima dei 2 anni e mezzo, che servono solo a far maturare a tutti loro il diritto alla pensione. Poi deciderò.

2 anni e mezzo di Governo e gli onorevoli hanno diritto alla PENSIONE! 

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Giovedì, 22. Novembre 2007
Blog Laici
By hagaris2, 23:58

L’Unione Europea contesta all’Italia la legge (dell'ex Governo Berlusconi) che esenta lo Stato Vaticano dal pagare l’ICI sugli immobili in suo possesso, soprattutto quelli usati a scopo di lucro.

L’Italia, come sempre, se ne frega dell’UE, e se ne frega del fatto che lo Stato Vaticano possiede ormai ben il 22% del patrimonio immobiliare del nostro Paese (oltre al 40% della capitale). Potremmo dire che lo Stato Vaticano ha trovato l’America in Italia, o meglio le Isole Cayman. Potremmo aggiungere che i nostri rappresentanti, di destra e di sinistra - sempre più compatti quando c'è da varare “leggi vergogna” come questa - se ne fregano altamente anche del fatto che tutti gli anni gli italiani debbano sborsare l’equivalente di un'intera manovra finanziaria per mantenere lo Stato Vaticano e tutti i suoi lussi.

Ma quanti sono i politici che preferiscono dissanguarci pur di finanziare la costruzione di alberghi di lusso di proprietà della Chiesa? 

240 + 48, solo al Senato (censimento avvenuto settimana scorsa), per un totale di 288 "vaticanisti travestiti da rappresentanti del popolo". Contrari a mantenere l’esenzione ICI sugli immobili del Vaticano usati a scopo di lucro: 12.

Pallottoliere alla mano, non tornano i conti, perché non è possibile che in tutto il Senato della Repubblica ci siano solo 12 fra comunisti - radicali - verdi - italiani (dei valori) e laici.

Dico sempre, e lo ripeto anche qui, che anche fossi la persona più credente del mondo, sempre in uno Stato laico vorrei vivere, perché la democrazia, per me, passa anche da lì.

Ho iscritto l’HAGAR Blog nel sito aggragatore “Blog Laici”. Il nome in sè dice già tutto. In elenco mi trovate al n. 513, e possa Blog Laici contare 50.000 iscritti entro l’anno. Questo il mio augurio.

Per chi, come me, volesse iscriversi - anche senza Blog al seguito - clicchi su BLOG LAICI.

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Domenica, 14. Ottobre 2007
Ragioneria freelance
By hagaris2, 23:12

Carissimo Studente freelance,

questo post è dedicato a te, solo per dirti Grazie.

Grazie perché ho scoperto che hai divulgato le mie Lezioni di Ragioneria in rete attraverso il tuo sito. Ne sono felice. La Lezione n. 5 la inserirò prestissimo, così completeremo il primo modulo della Hagar Business School.

Cliccate sulla foto in alto a sinistra per andare dritti dritti in casa di Studente freelance. Secondo me ne vale la pena, soprattutto se siete giovani e ancora impegnati nello studio. 

Studente freelance manda a tutti un messaggio molto chiaro, che io condivido in pieno. E' riassunto nel messaggio che ha posto in testa al suo blog e che dice: 

Questo blog nasce per entrare in sintonia con tutti coloro i quali si ritengono insoddisfatti da un sistema di informazione "scolastica" decadente ed obsoleta. Un luogo dove vige una sola regola: INFORMAZIONE.

Grazie ancora, un abbraccio.

Hagar

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Lunedì, 01. Ottobre 2007
Invito accettato
By hagaris2, 21:40

Ci sono dei giorni, Monica, in cui mi sorgono dei seri dubbi sul fatto che non ci sia niente dopo la morte, e che muoia anche l’anima con il corpo. Questo è uno di quei giorni.

E' il giorno del compleanno di mio padre. Ha compiuto 77 anni. Prima di salutarmi per l’ultima volta mi ha detto che non c’era ragione di preoccuparmi, che avrebbe sistemato tutto lui, e così è stato davvero. Mi ha detto di “resistere, resistere, resistere”, ben sapendo che era ciò che facevo già da anni. 

Il tempo di salire in cielo e ha sistemato tutto davvero. Per il mondo sembrava una cosa impossibile da fare, ma per mio padre è stato un gioco da ragazzi. Volevo che mi mandasse dei segnali della sua presenza in cielo, e così ha fatto. Oggi, infatti, è il giorno del suo compleanno e il giorno della mia rinascita.  

Perciò, Monica, non so se Dio esiste, e se esiste la Madonna, i Santi e il Paradiso, ma so per certo che esistono gli Angeli e che il mio si chiama Giuseppe. Auguri papà. 

Amo moltissimo le candele. Il tuo dono è stupendo, altro che disturbarmi…! Mi ha commosso, invece, e tanto.

Un bacio.

Ho acceso una candela... e desideravo fartela vedere, perchè, anche se non sei credente, penso che accendere una candela non abbia religione, ma sia solo pensiero profondo del cuore dedicato a qualcuno di particolare, o anche a te stessa... E' un piccolo invito che puoi accettare o meno, e spero che questo gesto non ti disturbi.

:) Ciao Monica

Clicca qui per vedere la candela

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Mercoledì, 19. Settembre 2007
Valdesi o Cattolici?
By hagaris2, 20:07

Oggi ho deciso di far uscire dal sottobosco dei commenti un argomento che ritengo meriti più visibilità.

L’interessante dialogo fra me e Concetta Melchiorre (una donna di religione valdese di grande intelligenza e simpatia) lo trovate fra i commenti al post La scelta del nome Hagar.

Qui riporto gli ultimi due nostri commenti, uno di seguito all'altro, solo leggermente modificati nella forma ma non anche nel contenuto, ovviamente.  

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Ritengo che i principi della Chiesa Valdese siano molto "superiori" (leggi: equi, saggi, e persino logici) a quelli della Chiesa Cattolica. Più nobili, in una parola. E più vicini al mio modo di intendere la fede, persino.

Ne elenco alcuni, per chi non li conosce, e questo perché il confronto è fondamentale, sempre, in tutte le cose, e i media non ci aiutano di certo a farlo, men che mai sul tema della religione.

1. Non riconoscono la figura del Papa [E già questo è importante, alla luce anche delle stronzate che dice Ratzinger ogni giorno.]

2. Non chiedono alcuna forma di finanziamento allo Stato, perché ritengono che ogni organizzazione religiosa debba auto-finanziarsi [E' un principio che mostra di avere grande rispetto per la laicità dello Stato.]

3. Usano l'8 x mille (io sono una di quelle che da anni lo devolve a loro, e con gioia) solo ed esclusivamente per missioni caricatevoli, in Italia e all'estero, e non anche per il mantenimento dei pastori, per i quali si avvalgono delle offerte dei fedeli e basta [Questa è una cosa che fa loro onore.]

4. Considerano come sacramenti esclusivamente il battesimo e l'eucarestia, ma NON la cresima, la confessione, il matrimonio e l'estrema unzione [Condivido in pieno il non riconoscimento della confessione e dell'assoluzione da parte di un prete come sacramento, essendo il prete un uomo peccatore come me, se non di più.

5. Credono che fra Dio e gli uomini non debbano esserci forme di autorità intermedie (i vescovi, ad esempio, NON rappresentano la presenza di Cristo in Terra). Perciò la Chiesa NON deve dare alcuna direttiva specifica concernente le scelte politiche e sessuali delle persone [Lo considero questo un messaggio di grande intelligenza ed elevatura morale rispetto a quello pressante proveniente dalla chiesa cattolica e che va in senso diametralmente opposto.

6. La loro organizzazione interna è più di tipo democratico che non gerarchico-clericale [E questo è invece un tripudio di civiltà, perché i sistemi profondamente gerarchici sono sempre simbolo di anti-democrazia, oscurantismo mentale e morale, oltre che assenza di amore e rispetto per gli altri. Penso alla chiesa cattolica e mi si rizzano i capelli su questo punto…]

7. I pastori possono sposarsi [La chiesa cattolica sostiene che i preti violentano le donne africane e le suore missionarie per via del voto di castità. Come dire che se a uno non lo vuole nessuno, e a lui non gli va di andare con le prostitute, può sempre optare per lo stupro. Che si sposino, preti e suore, se il prezzo da pagare è lo stupro! (di stuprare i preti, e di essere stuprate le suore). Preti e suore sono persone come tutte le altre, e come tali hanno diritto a dare e ricevere amore in tutte le sue forme. Hanno diritto ad iinnamorarsi, sposarsi e fare figli, se lo desiderano.]

8. I pastori valdesi sono sia uomini che donne, indistintamente. [Se, come sembra, nella chiesa valdese c'è vera uguaglianza uomo-donna, credo sia un messaggio questo di immensa portata, che davvero fa apparire la chiesa cattolica gretta e antiquata rispetto ad altre chiese].

Mi fermo qui, anche perché di più non so. Credo, però, che questi 8 punti bastino e avanzino per poter fare un confronto fra queste due religioni e stabilire, ognuno nel proprio cuore e nella propria testa, qual è, a suo avviso, la più etica. 

Concetta Melchiorre mi ha parlato nei suoi commenti di un "Gesù comunista di Padre anarchico", e a me è piaciuta moltissimo questa definizione dei Capi della Terra. Poi ha aggiunto:

“I pastori possono essere tanto uomini quanto donne, senza nessun problema, così come possono essere gay o lesbiche. Non vi è alcun problema. Possono sposarsi o convivere, perché non è pratica protestante spiare nelle camere da letto degli(delle) italiani(e). Il moderatore della tavola valdese - una specie di presidente della repubblica della chiesa valdese - è attualmente una donna, Maria Bonafede, così come il presidente delle chiese battiste in Italia è una donna, Anna Maffei”.

N.B. Non ci sono solo cattolici, musulmani ed ebrei a questo mondo. Ci sono anche i Valdesi. E non so a voi, ma a me piacciono moltissimo.

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Martedì, 07. Agosto 2007
Italia da bere?
By hagaris2, 21:26

Una cosa che amo molto fare stando in rete è dare risonanza alle iniziative che reputo di grande valore mediatico (comunicativo).

Si sta facendo strada in internet un nuovo modo di cominicare agli altri i propri valori e i propri pensieri. Una comunicazione sana e indipendente da quella precotta e falsa che i media tradizionali ci proprinano tutti i giorni a pranzo e a cena (le eccezioni, come in tutte le cose, non mancano, per fortuna).

Questa sorta di humus che sta sempre più maturando in internet è fatto di tanto buon senso critico e voglia di dire la propria, ma qualcuno direbbe meglio (io): "Voglia di dire una santa volta come stanno le cose in Italia".

Perciò, stante così le cose, è dovere di tutti i bloggers coltivare su tale terreno parte dei propri post, perché il gusto per il senso civico non lo si deve perdere mai, neanche quando si sta in internet. E poiché è così che io vedo le cose, oggi sono qui solo a far questo: Appendere questo bellissimo poster nel mio blog e contribuire ad accrescere la sua visibilità nella blogosfera.

Sto parlando di "messaggi" (tipo quello riportato in questo manifesto) che nei media tradizionali non circolano e non circolerebbero mai oggi come oggi, perché tutti stoppati al check-in della censura. Nelle nostre TV, infatti, c'è in atto ormai da tempo una sorta di Inquisizione mediatica (Sant'Uffizio), e basta pensare a Santoro, Biagi e Luttazzi per stabilire in tutta serenità se è così oppure no.

Prima di parlarvi di questo manifesto pubblicitario - perché di questo si tratta - vi dico però dove l'ho preso. L'ho preso da Ethos (L'uomo in bianco e nero), ed esattamente QUI. Grazie Ethos per avermi fatto scoprire questo manifesto, e grazie per il commento che hai lasciato nel tuo post su di me.

Allora, cos'è questa dentiera che si erge in fondo ad un bicchiere pieno d'acqua? E cosa c'è scritto sotto il bicchiere e che non si legge bene? 

Il manifesto pubblicitario l'ha creato l'Associazione italiana pubblicitari professionisti della regione Marche, che non sono esattamente gli ultimi arrivati. Hanno creato questo manifesto (riporto testualmente) per "Il Rinnovamento di tutte le Classi dirigenti in Italia".

Cavoli. E chi l'avrebbe mai detto che un'associazione italiana, di qualunque genere, avrebbe mai osato tanto di questi tempi? Sì, perché sono i tempi del lecchinaggio i nostri, e bisogna stare tutti attenti a ciò che si dice. Si vede che l'Associazione italiana pubblicitari professionisti pensa davvero che in Italia sia indispensabile un ricambio delle classi dirigenti. Di tutte le classi dirigenti. Si vede che si sono anche stufati di non dirlo chiaro e forte, a tal punto da tirarne fuori addirittura un manifesto.

Loro però non sono bloggers. Loro sono l'Associazione italiana dei pubblicitari professionisti, cioè si sono esposti parecchio. In Italia, oggi, esporsi significa rischiare in proprio, come e più di un imprenditore. Significa avere coraggio, ma quello vero, non quello sciorinato al sole come bucato fresco. Significa accettare di rimetterci prima o poi qualcosa di proprio, e sebbene il diritto ad esprimere la propria opinione non dovrebbe mettere a rischio nulla... in Italia sappiamo che non è così.

Lo disse anche Confucio: "Vedere ciò che è giusto e non farlo è mancanza di coraggio", perciò tanto di cappello a questa associazione. 

Qui di seguito il testo del manifesto.

<Erano gli anni '80 e sembrava che la vita fosse solo bollicine. Oggi, dopo trent'anni, da bere non c'è quasi più niente. La classe dirigente italiana, la cui età media va dai 60 ai 70 anni, il bicchiere lo usa per altre cose. Anche perché loro, i nostri potenti geròntocrati, hanno già bevuto. In questi ultimi decenni si sono tracannati litri e litri di politica, finanza, economia, cultura. E, per dirigere senza problemi, si sono bevuti anche qualche generazione di giovani competenti, appassionati e preparati, che hanno potuto solo scegliere fra rassegnazione, precariato e espatrio. I geròntocrati sono i veri responsabili di un'Italia sempre più vecchia: hanno superato l'età pensionabile da anni e continuano ad esercitare il potere con arroganza e miopia. Giovanile, anzi infantile, è solo il loro egoismo. In Italia, di questo scandalo, si parla poco e senza far male. Però c'è un'associazione pubblicitari professionisti, la più vecchia (fondata 63 anni fa), con un presidente vecchio (61 anni) che almeno il problema comincia a porselo. Per sé e per gli altri>.

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Martedì, 17. Luglio 2007
Vaffanculo Day
By hagaris2, 15:49

Grazie Luca per avermi invitato al Vaffanculo Day. Non è un invito nominativo il suo, perciò si può estenderlo ad altri, e speriamo che per l’8 Settembre sia stata informata l’intera blogosfera.

Il Vday è stato organizzato da Beppe Grillo, si terrà in tutte le piazze italiane e io ci sarò.

Che per aprire una casa editrice si debba mostrare una fedina penale pulita e immacolata (niente condanne penali e carichi pendenti) mi sembra francamente assurdo in un Paese come l'Italia dove anche i pluridelinquenti condannati in 2° e 3° grado per reati di mafia possono esser chiamati "onorevoli". E non mi sembra neanche normale che questi signori non solo non stanno in galera ma addirittura decidano al posto mio - e dell'intero popolo italiano - chi far salire alla guida del Paese e chi no. Se non possiamo scegliere il candidato da votare allora non possiamo dirci “democratici”. La sigla del nuovo PD non ha senso di esistere già solo per il fatto che l'Italia non è una democrazia ormai da anni. Dovrebbero chiamarsi PO (Partito Oligarchico). 

Ritengo che mai titolo migliore di questo - Vaffanculo Day - è stato dato ad una manifestazione popolare italiana. Ma aggiungo anche che mi vergogno di vedere come Beppe Grillo sia sostanzialmente solo in questa sua "onorevole" battaglia. C’è tanta gente, infatti, in Italia che, come lui, è già avanti negli anni e professionalmente realizzata, piena di soldi e senza nulla da temere/perdere, eppure TACE. Miseramente se ne resta arroccata nella sua piccola torre d’avorio e TACE. Guarda scorrere gli ultimi anni della sua vita da lì, e sono anni così, senza infamia e senza lode. Vi lascio alle parole di Luca, che secondo me spiegano perfettamente il senso profondo di questa manifestazione a cui siamo tutti chiamati a partecipare per dire NO.

<<Luca>>: L’iniziativa pacifica riportata in allegato potrebbe essere un’occasione utile per dire NO alla cocaina in parlamento e NO a una classe dirigente cocainomane. NO alla presenza in Parlamento di parlamentari condannati in secondo e terzo grado. NO a indulti espliciti o impliciti. NO ad un’Italia meridionale occupata da associazioni a delinquere. NO alla mortificazione delle famiglie. NO all’umiliazione delle giovani generazioni (forse ormai non tanto giovani). NO allo svuotamento del significato delle parole. NO al demansionamento e al mobbing (un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio). SI alla pubblicazione di tutte le intercettazioni (chi non ha nulla da nascondere non si vergognerà di nulla, eventualmente nemmeno della propria naturale intimità).

Sì alla Verità che rende LIBERI.

L’Italia, in Europa, è il Paese in cui gli stipendi sono più bassi e in cui si lavora di più (dalle ultime statistiche rese note da Radio24). La maggioranza degli italiani lavora per mantenere o costruire una famiglia di affetti, mentre una minoranza vanagloriosa lavora per accumulare o conservare potere o farsi piste di cocaina.

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Mercoledì, 27. Giugno 2007
Come avviene il Grande CRAC
By hagaris2, 19:10

Negli ultimi anni sentiamo parlare spesso di famosi Crac aziendali e, il più delle volte, non sono aziende scalerce quelle che falliscono, ma aziende prestigiose, quando non addirittura leader di mercato.

E allora la domanda sorge spontanea: Come avviene un grande crac? E perché avviene?

La risposta è più semplice di quel che si pensi. Avviene perché in Italia oggi, per le leggi che abbiamo e per quelle nuove che abbiamo fatto, è divenuto più remunerativo fallire che tenere i battenti aperti.

Fallire significa, spesso:

1. Rubare il TFR di centinaia o migliaia di lavoratori (in Italia non è considerato furto, quando in realtà dovrebbe, perché è come entrare in Banca e svaligiare i conti corrente dei lavoratori). Quell'ammontate enorme di denaro liquido verrà risarcito ai lavoratori dall'INPS, cioè da tutti i cittadini e non da chi in realtà se l'è rubato.

2. Usufruire di ingenti somme di denaro pubblico per "ristrutturazione aziendale". In Italia viene fatto di rado il controllo sull'impiego di quei soldi, che non si utilizzeranno, spesso, per risanare l'azienda, ma per rimpinzare ulteriormente i conti privati all'estero di poche persone del CDA e dell'alto management, quando non per comprarsi la nuova ditta che si comanderà dopo il fallimento dell'attuale.

3. Assorbire, prima del fallimento, i rami secchi di altre aziende, ricevendo anche in questo caso un corrispettivo in denaro enorme. In Italia si può fare, senza che venga considerato reato.

4. Non pagare nell'ultimo periodo i contributi INPS ai lavoratori, ma poter comunque tentare l'ingresso in Borsa (in Italia è fattibile).

5. Non pagare i fornitori nel periodo antecedente alla tentata quotazione in Borsa (in Italia è fattibile). I fornitori saranno semplici creditori (non privilegiati fra l'altro) da mettersi in fila come tutti gli altri, sperando che dopo dieci e più anni qualcuno riconoscerà loro almeno il 20 o 30% del credito. Spesso saranno costretti a chiudere, perché non riusciranno a recuperare nulla in quanto le casse dell'azienda sono vuote per tutti, compresi i dipendenti (creditori privilegiati e ai quali non verranno pagate, spesso, le ultime tre mensilità, dal momento che anche a quelle ci penserà l'INPS, cioè lo Stato). 

6. Svuotare l'azienda anzitempo di tutti i suoi capitali (non dico beni materiali perché sempre più spesso oggi le aziende evitano di possedere immobili, e persino le scrivanie e i PC sono in leasing, così si potrà pignorare solo la polvere) ed entrare in Borsa (quando riesce la manovra truffaldina), il che significa ricostituire un'impresa col solo impiego di denaro pubblico. Se l'operazione riesce l'imprenditore riavrà la sua azienda ma con un capitale completamente nuovo e non tirato fuori dalle sue tasche, poiché quello che c'era prima, e che avrebbe dovuto consentire all'impresa un'entrata seria in Borsa, viene in realtà fatto sparire anzitempo, sostituendo il buco di bilancio con forme fittizie di fatturazione interaziendale (vedi scatole cinesi). Tipicamente quei soldi finiscono in conti privati esteri. Se l'operazione non riesce per un qualsiasi motivo l'azienda chiuderà, perché nessuno avrà più voglia di cacciar nuovamente fuori i denari decurtati per reitrodurli in azienda. Anche volessero - e questo è il bello - non potrebbero più farlo, perché la Finanza avrebbe già cominciato i suoi controlli per la valutazione della "bancarotta fraudolenta". Questo spiega il motivo per il quale il fallimento per bancarotta fraudolenta sia assolutamente indipendente dal buono stato di salute dell'impresa prima del Crac e, anzi, il paradosso che siano più spesso aziende sane a fallire che non malate. Per architettare queste colossali truffe, infatti, non è necessario essere a capo di un'azienda malata, ma semplicemente essere avidi fino al midollo.

7. Usufruire prima del fallimento di finanziamenti enormi e continuativi da parte delle Banche. E' denaro pubblico anche quello, sebbene possa sembrare privato. Queste rimpinzano di milioni e milioni di euro imprese senza alcun piano industriale serio al seguito e senza chiedersi (cosa ancora più strana che nel caso di finanziamenti pubblici) che fine faccia quel denaro, come è stato impiegato e che risultati abbia prodotto. Si arriva anche a collezionare finanziamenti da parte di decine e decine di Banche, mentre sappiamo tutti che per un onesto e normale cittadino riuscire a ricevere anche un finanziamento di poche decine di migliaia di euro è un'impresa a dir poco ardua.

Conclusione: Tutto questo in Italia è fattibile e sarà sempre più oggetto di interesse da parte dei finanzieri e imprenditori senza scrupoli (stanchi di fare gli imprenditori, ma non di fare soldi) perché il Falso in Bilancio è da noi considerato un reato minore, a maggior ragione se non si è quotati in Borsa. Il più delle volte si rischia solo una multa amministrativa e, per falsi in bilancio inferiori ad una percentuale di fatturato che di per se non vuol dire nulla (l'importo dipende appunto dalla dimensione del fatturato, che può essere poco o enorme), neanche quella. Le pene che si rischiano sono fino a 3 anni, che da noi significa non andare in galera nemmeno per un giorno. L'indulto consentirà a tutti coloro che hanno già commesso questi reati di recente di rimanere impuniti, mostrando così come il reato sia fattibile non correndo alcun rischio oggettivo e riscoprendosi alla fine dieci volte più ricchi di quanto già non si fosse. Chi fallisce in Italia non dovrà più attendere 5 anni per costituire una nuova impresa. Con quali soldi, mi chiedo?

Forse che un tempo la Consob faceva controlli più adeguati alle aziende che intendevano quotarsi in Borsa? Non lo so.

Forse le Società di Rating sopravvalutano troppo le reali condizioni finanziarie di quanti emettono obbligazioni ad alto rischio, fidandosi del buon nome che ancora l'azienda porta in quel momento? Non lo so.

So solo che per evitare che le aziende sane falliscano basterebbe semplicemente cambiare due leggi:

1. Quella sul conflitto d’interesse

2. Quella sul falso in bilancio

..... e nessuno sembra volerlo fare.

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Giovedì, 14. Giugno 2007
Quattro deficienti
By hagaris2, 19:26

Voglio dire la mia su un fatto di attualità che personalmente trovo gravissimo.

Sto parlando della maestra palermitana che ha fatto scrivere per cento volte sul quaderno "Sono un deficiente" al bambino che prendeva in giro il compagno impedendogli anche di entrare nel bagno dei maschi perché, a detta sua, era effeminato e gay.

Spesso chi agisce così è il vero gay della situazione… ma non mi addentro su questo aspetto perché il punto che mi interessa trattare è un altro. Parlo direttamente con la maestra.

Cara maestra

ha la mia più totale e sincera solidarietà. Il Pubblico Ministero che ha chiesto per lei 2 mesi di carcere è un deficiente. E siamo a due. Anzi quattro, se aggiungo i genitori del bambino. E certo che li aggiungo! 

Quei due l'hanno denunciata e le hanno chiesto 25 mila euro di danni... Come dovrei chiamarli? Io sono una che ha la fama di riconoscere poco le autorità, nel senso che riconosco solo gli autorevoli e basta, ma sa una cosa, signora maestra? Se ai miei tempi avessi assistito ad una scena del genere... col cavolo che me ne sarei stata con le mani in mano! A quest'ora ci sarei anch'io dietro al banco degli imputati, proprio come lei. Oppure no, forse no. Forse non ci sarebbe stato alcun processo per noi, perché a quel tempo nessun genitore si sarebbe mai sognato di denunciare me e lei per un fatto simile: me per aver difeso un compagno in difficoltà e lei per aver punito un bambino bullo. A quel tempo i genitori del bambino bullo (e dico "bullo" giusto per non usare ancora il termine "deficiente", nonostante "bullo" e "deficiente" siano sinonimi) lo avrebbero preso loro stessi per un orecchio e trascinato davanti al compagno vittima dei suoi soprusi. Gli avrebbero ordinato di scusarsi immediatamente, dinanzi a tutta la classe, e lui lo avrebbe fatto. Altro che 25 mila euro di danni! Danni di che? Sono loro che stanno danneggiando il figlio.  Speriamo solo che il giudice, almeno lui, abbia un po' di sale in zucca. 

Affettuosamente,

Hagar

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Domenica, 10. Giugno 2007
Chi è Al Capone?
By hagaris2, 16:49

Ricordate il mio post del 22 Aprile scorso intitolato Serve un altro Maxiprocesso?

In quell'articolo sostenevo che il reato di Associazione Mafiosa andrebbe rivisto e corretto, perché la mafia segue i tempi moderni e i business moderni, quindi coloro che si mettono insieme per portare al fallimento per bancarotta fraudolenta le più prestigiose aziende d'Italia... non hanno più bisogno di uccidere nessuno.

Tolto il cavillo/vincolo legale della minaccia e della violenza fisica questi reati di associazione a delinquere potrebbero tutti essere convertiti in reati di "associazione a delinquere di stampo mafioso", e la differenza non è certo da poco. Per associazione a delinquere finalizzata al falso in bilancio e bancarotta fraudolenta si paga la multa e non si fa un solo giorno di galera, mentre se l'associazione a delinquere è di stampo mafioso può essere che si finisce in galera... eccome.

Che sono associazioni criminali quelle di certi finanzieri - imprenditori italiani è cosa ormai certa. L'on. Di Pietro ha dichiarato che "da noi sono considerate Associazioni imprenditoriali ma in moltissimi altri Paesi sono considerate Associazioni criminali. E' una mera questione di leggi, che da noi mancano e in altri Paesi no".

Io dico che sono associazioni criminali di stampo mafioso, e magari un giorno saremo in tanti a pensarla così. Perché ciò avvenga, però, è necessario un altro Maxiprocesso, alla Falcone-Borsellino, per evitare lo spezzettamento dei capi d'imputazione fra mille procure diverse. Solo così potrebbe emergere la vera natura dei reati commessi, oltre al legame ormai noto fra i personaggi (finanzieri/imprenditori/esponenti politici, etc.) che hanno commesso quei reati (falso in bilancio, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, etc, etc).

Non devono più minacciare nessuno questi signori...

Non devono corrompere nessuno, perché non serve più. E basta questo (assenza di minaccia e/o violenza) per non essere chiamati "mafiosi"?

Nel momento in cui i politici indagati per associazione mafiosa in Italia (non concorso esterno in associazione mafiosa... ma proprio associazione mafiosa) sono decine, come pensare che la mafia oggi necessiti di minacciare o uccidere qualcuno per realizzare i suoi affari?

Gli affari della mafia, infatti, non sono più solo quelli legati a droga, prostituzione e appalti pubblici, ma anche e sempre più quelli inerenti all'economia sana, fatta di aziende sane. Aziende da svuotarle di tutto il loro valore, da farcire con montagne di soldi inesistenti (falsificare i bilanci), quotare in borsa (truffe mondiali del secolo) e poi gettar via. Centinaia di milioni di euro da intascarsi come niente fosse e questa volta col benestare dello Stato, dei nostri Governi, di centrodestra e centrosinistra, indistintamente.

Quindi la Mafia è cambiata molto e noi fingiamo di non accorgercene. Forse non lo sappiamo davvero, chissà.

Falcone e Borsellino dovettero fare un Maxiprocesso per portare alla luce cos'è la Mafia. Speriamo solo che non debbano passare altri 200 anni per avere un secondo Maxiprocesso nel quale far emergere che la Mafia opera su nuovi business (aziende sane) e con nuovi metodi, dove la violenza fisica non serve. E' entrata nel tessuto sano e vitale dell'economia italiana, dove si tranciano in un colpo solo decine di migliaia di famiglie e posti di lavoro, per non parlare dei risparmi di milioni e milioni di risparmiatori.

Insomma, scrivo questo post oggi per dire che Giovedì scorso ad Anno Zero si è trattato il caso Telecom e la trasmissione è stata intitolata, secondo me non a caso: Chi è Al Capone?

Forse che Michele Santoro voleva anche lui dire che...

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Lunedì, 04. Giugno 2007
2005: La Rivolta di Parigi
By hagaris2, 19:18

Tocqueville scrisse: «Per evitare che l'abolizione della schiavitù nelle ex colonie francesi abbia effetti negativi (rovina dei proprietari, calo della produzione industriale) bisogna, pur liberando gli individui, mantenere i territori da essi abitati in stato di sottomissione. In altri termini, il colonialismo deve sostituire lo schiavismo. La Francia si impegna in realtà per realizzare delle società civilizzate, e non delle orde di selvaggi».

Durante un viaggio in Algeria, Tocqueville udì un nobile francese dichiarare che soltanto la forza e il terrore erano efficaci con quella gente (gli algerini), e ancora: «Dopo aver ucciso cinque o sei uomini, ho risparmiato il bestiame. Mi hanno portato un arabo sospetto. L'ho interrogato e poi gli ho fatto tagliare la testa».

Questo il malinconico commento di Tocqueville: «Quale potrà essere il futuro di un paese in mano a simili uomini e dove porterà infine questa valanga di violenze e di ingiustizie, se non alla rivolta degli indigeni e alla rovina degli Europei? Atti del genere porteranno alla rovina delle colonie, cioè degli interessi della Francia».

Tocqueville non vede che la rivolta da parte degli «indigeni» in termini di rovina degli interessi dei ricchi proprietari francesi, non ponendosi affatto il problema della loro rovina e della loro morte.

Sono trascorsi 200 anni, siamo nel terzo millennio, eppure qualcosa in questi giorni mi riporta con la mente al 1800, chissà perché.

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Domenica, 03. Giugno 2007
barboncini e Barboni
By hagaris2, 14:45

Certe volte non capisco. Proprio non capisco.

Sembra che ogni volta che si emana una legge in Italia, ci si allontani sempre più dal buon senso, o dalla civiltà, addirittura. Forse sarebbe meglio non legiferare più niente per un po' di tempo e vedere se magari le cose migliorano da sole, o quantomeno non peggiorano. 

Ad esempio c'è un articolo del Codice Penale che riguarda l'Abbandono degli animali domestici e che recita così:

"Art. 727 - (Abbandono di animali) - Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze
".

Ora io mi chiedo se è normale che si legiferi a favore dei barboncini e non anche dei Barboni.

Forse che l'uomo non è anche lui "un animale domestico"? Forse che la vita di un essere umano per strada, al freddo e al gelo, sia da considerarsi "compatibile con la sua natura"? Oppure il problema è l'età, visto che i minori non si possono abbandonare? I cani e i gatti non si possono abbandonare. I porcellini d'India non si possono abbandonare. I canarini e i criceti nemmeno. Le persone maggiorenni sì.  

Quindi con un familiare che ha compiuto la maggiore età possiamo fare quello che vogliamo, giusto? Possiamo anche passargli accanto e gettargli in faccia una monetina, perché tanto non verranno a prenderci i carabinieri e nessuno ci sbatterà in galera.

- Il giardino è ben curato, i cani e i gatti scorazzano felici con i nostri bambini...

- Un tuo familiare mangia dentro i cassonetti dell'immondizia per strada...

- Beh, e allora!??? 

- Niente. Allora niente. Lo so che per lo Stato italiano vai bene tu. Mica sei punibile con 1 anno di galera o 10.000 euro di ammenda?!!! Sei un signore rispettabile...  

Non capisco. Non capisco come si possano tutelare i barboncini e non i barboni. Non lo capirò MAI per mia fortuna. Il bello poi è che per quanto riguarda gli animali non è stato fissato alcun limite d'età (e giustamente, dico io, perché è ad altre cose che si guarda, mica all'età!), mentre per gli esseri umani sì. Allora se affermo che raggiunta la maggiore età lo Stato Italiano tutela maggiormente un porcellino d'India che non un essere umano... dico una fesseria? O pensiamo forse che i barboni siano tutti figli unici di madre vedova!? Ce l'hanno una famiglia, eccome se ce l’hanno, e anche con 3 cani, 2 gatti e 1 porcellino d'India, ve lo dico io.  

Scriverò presto una lettera alle Associazioni animaliste e chiederò che comincino ad interessarsi anche degli animali a due zampe, cioè degli esseri umani, perché se riescono a far estendere l'applicazione dell'Art. 727 anche agli esseri umani abbandonati, senza più limiti di età, allora forse non avremo più barboncini per strada... ma neanche Barboni. L'Italia risalirebbe di qualche posizione nella classifica dei Paesi rispettosi dei diritti umani, e non sarebbe male visto che al momento siamo ultimi in Europa.

N.B.  Nel sito di Franca Rame si scopre che (testualmente): Raffaele Costa racconta che quando era ministro del Bilancio ha stanziato contributi vari, per miliardi. Vi citerò i più stravaganti: tra i più fortunati, i cani: 2 miliardi per l'acquisto di collari per cani. Ma i cani di chi?

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Giovedì, 31. Maggio 2007
Pedofili SI. Accattoni NO.
By hagaris2, 11:34

Lo Stato Vaticano, lo abbiamo visto e sentito tutti in questi giorni, non denuncia alle autorità italiane competenti (leggi: magistratura) i suoi preti pedofili. Se va bene si riesce a far fare 7 anni di galera a un prete che violenta 130 bambini in 20 anni, grazie al silenzio del Vescovo e della Chiesa tutta.

Chi tace acconsente al mio paese.

Il nostro (o meglio vostro) 8 x 1000 alla Chiesa cattolica è utilizzato ogni anno per chiudere la bocca delle famiglie dei figli stuprati dai preti pedofili di tutto il mondo, per non parlare del costo stratosferico che lo Stato Vaticano sostiene per pubblicizzare sui media la richiesta di questo benedetto 8 x 1000 da dare a loro perché così tutti i bambini africani avranno qualcosa da mangiare e delle medicine con le quali curarsi.

Bene, mi è chiara la posizione del Vaticano - NOI NON DENUNCIAMO I PEDOFILI - perché, come dice Meluzzi (lo psicologo mediatico che si porta sempre i capelli indietro alla Sgarbi): "La Chiesa ASSOLVE, tutti, indistintamente e per qualunque reato, purché ci si confessi e ci si dichiari pentiti. Questo è il fondamento del sacramento della Confessione".

Allora io vado nel sito dell’UAAR e leggo un articolo del 26 Maggio scorso su un'umanità di accattoni e venditori abusivi che il Vaticano respinge alle porte della Chiesa di Pietro. (Leggi l'articolo).

E' TERRIBILE che la Chiesa denunci alle autorità italiane l'invasione di venditori abusivi e accattoni nei pressi del Vaticano. Ricordiamoci sempre che i venditori abusivi e gli accattoni sono coloro che, pur trovandosi in stato di grande, grandissimo disagio sociale ed economico, rifiutano di trasformarsi in delinquenti per tirare avanti. Sono gli esseri umani che stanno ai margini dei margini della società ma vanno ancora avanti a testa alta: lavorando. Certo, lavorando per come possono, per come la società gli consente (o non gli consente) di fare. Ma NON rubando. Ricordiamoci anche che questi uomini e queste donne non sono pedofili, stupratori, eppure la nostra Grande Madre Chiesa li DENUNCIA. 

Definisco VERGOGNOSA la risposta che la Chiesa ha ricevuto dalle Istituzioni italiane. Quale risposta? Leggetela voi stessi in questo frammento d'articolo pubblicato nel sito UARR e che vi riporto qui di seguito.

Il Messaggero di Roma ha pubblicato qualche giorno fa un intero paginone per annunciare che, adempiendo prontamente ai garbati richiami vaticani perché venisse rispettata la “dignità dei luoghi”, tutte le massime autorità italiane competenti (dal Prefetto Achille Serra al Sindaco Walter Veltroni, dal Presidente della Provincia Enrico Gasbarra all’Assessore provinciale alla Sicurezza Ezio Palazzi ed ai vertici cittadini e provinciali della Polizia e dei Carabinieri) avevano tenuto una riunione solenne per dare assoluta priorità, nel quadro del veltroniano “Patto per la legalità a Roma”, ad una radicale bonifica della zona vaticana dalla molesta invadenza dei venditori abusivi. Non solo: le nostre zelanti autorità hanno anche deciso di creare, alle porte di via della Conciliazione, un presidio fisso della Guardia di Finanza con la bellezza di 30 finanzieri che si alterneranno 24 ore al giorno nei turni di sorveglianza e repressione degli abusivi. Così, quegli stessi vertici vaticani che, per bocca di papa Woytila, hanno per anni invocato l’accoglienza e la legittimazione indiscriminata di tutti gl’immigranti clandestini e gli abusivi, hanno mostrato in questi giorni quanto poco accoglienti essi siano in realtà quando la marea immigratoria lambisce i confini dei loro palazzi principeschi da cui predicano agli altri ospitalità amorevole ma in cui, viceversa, non si riesce a vedere, neanche col binocolo, un gruppetto anche esiguo d’immigranti ospitati.

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Martedì, 29. Maggio 2007
Donne malate di Libertà
By hagaris2, 19:19

Uno studente chiede ad un noto psichiatra se il comportamento del folle non sia uno dei tanti comportamenti possibili, soltanto poco convenzionale e meno diffuso.

E il medico risponde: "Come tutte le semplificazioni rischia di poter essere applicata solo in un certo numero di casi, però in questo caso è un'ipotesi forte e può essere applicata in moltissimi casi. Ecco, ci limitiamo a dire che certamente i comportamenti sono giudicati tali da meritare il manicomio - parlo per lo meno fino a vent'anni fa - o no, a seconda del tipo di disturbo sociale che producono. Voglio dire che i maschi venivano ricoverati molto più che le donne, perché le donne, anche se gravemente sofferenti, erano in grado di fare i servizi di casa, non so se è chiaro. Poi c'è stata una fase di ritorno delle donne al manicomio, ed esattamente quando le donne hanno incominciato a muoversi, soprattutto a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, per la riconquista della loro Libertà di movimento prima di tutto, di uscire sole, avere amicizie, eccetera. Allora sono state messe nuovamente in manicomio. Quindi sono d'accordo con lei nel dire che, grosso modo, uno può fare le peggiori stralunatezze ma, se non rompe le scatole ai potenti o ai familiari ricchi, non viene ricoverato e non viene chiamato pazzo".

Il nome di questo noto psichiatra è Sergio Piro e la sua intervista è pubblicata in internet (Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche).

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Domenica, 27. Maggio 2007
La parola alla difesa
By hagaris2, 09:41

Argomento:  A. Galli [Avvenire, 19 Maggio 2007] sostiene che il reportage della BBC sui crimini sessuali perpretati dai preti e coperti dallo Stato Vaticano sia solo un'infame calunnia. 

Scrive: "Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà "locali", potenzialmente condizionabili, ma ad uno dei massimi organi della Santa Sede".

Post di: Don Vitaliano (riporta l'articolo di Galli)

Sito: Don Vitaliano

Link: La parola alla Difesa -> comments

 

Commento di Hagar al post:

Hagar said, on 23 Maggio, 2007 at 17:29    

Il punto chiave di quel reportage non credo sia se Ratzinger abbia o meno firmato quell’orrendo documento che conteneva un chiaro richiamo al principio di omertà - tipico della Mafia - per i casi di stupro perpetrati dai preti. Il punto chiave, Don Vitaliano, è se è vero o no che i preti pedofili vengono spostati da una parrocchia all’altra anziché essere immediatamente consegnati alle forze dell’ordine, e io ritengo che ormai siano tali e tante le prove che dimostrano che è proprio questo ciò che avviene da NON poter più dire e fare nulla per giustificare l’atteggiamento del Vaticano.

Ricorda lei come la Chiesa tentò di risolvere la questione dei preti pedofili (Novembre 2005, quando vennero denunciati oltre 1700 preti pedofili in Brasile)? Creando il tristemente noto binomio pedofilo=omosessuale. Indicò l’esclusione dai seminari dei ragazzi con tendenze omosessuali e questo la dice lunga su come la Chiesa intenda risolvere la questione. Le ricordo anche il pezzo che lei stesso ha scritto qui, nella sua parrocchia virtuale, riguardante le altre migliaia di stupri che i preti perpetrano contro le giovani donne africane e le suore missionarie. Forse l’ha solo pubblicato ma non lo condivideva, chissà. O forse anche lei ha dovuto chinare un po’ la testa su certe questioni, pena una bella scomunica. Spero per lei che non sia così, ma questi… come si suol dire… sono affari suoi.

Sta di fatto che gli stupratori DEVONO andare in galera e non ci sono santi.

La Chiesa non può richiamare al silenzio in attesa del giudizio finale, perché non spetta a lei giudicare, ma allo Stato Italiano, laico e sovrano. Se poi la condanna massima che il Vaticano fa subire ad un pedofilo (non lo chiamo neanche prete) è il trasferimento da una parrocchia all’altra, dove potrà continuare a violentare liberamente altri bambini, o il ritorno alla laicità… beh, allora, se mi permette a maggior ragione non voglio che sia la Chiesa a giudicare. E credo che nessuno lo voglia.

Essere stuprati è forse il crimine peggiore che si possa subire dopo l’omicidio, e sapere che il proprio carnefice è protetto da un intero Stato - perché il Vaticano è uno Stato - anziché stare in prigione… è un secondo stupro, ancora più devastante del primo, che si fa subire alle vittime.

Cordialmente,

Hagar

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Mercoledì, 23. Maggio 2007
Aumento agli Statali
By hagaris2, 15:27

Argomento: Ci sono sempre soldi per aumentare gli stipendi agli statali ma mai per avviare una politica seria di regolarizzazione dei precari.

Post di: Paolo Morelli

Sito: Movimento Laureati

Link: Aumento agli Statali_comment

Commento di Hagar al post:

Caro Paolo,

intanto felice di rivederti nuovamente "in onda".

Ciò che dici nel tuo filmato lo condivido in pieno. Ritengo che la situazione del precariato, infatti, sia prettamente "mentale", che non scaturisca affatto dal famigerato bisogno degli imprenditori di usufruire di un bacino più o meno ampio di risorse flessibili.

Serve un'evoluzione di pensiero in quelle teste di imprenditori sciocchi (per me destinati a fallire già per il solo fatto di intendere il Valore sociale e d'impresa in termini tanto "barbarici") e che un giorno hanno deciso di mettere assieme - dentro gli stessi report di costo - persone e scorte di magazzino, e poi hanno anche pagato milioni di euro a illustri società di consulenza delle organizzazioni per avere da loro un piano di forte taglio dei costi: merce e teste insieme. Quel che conta per l'imprenditore medio italiano è solo il numerello in basso a destra, ed è per questo che stanno tutti chiudendo i battenti, perché nel mercato globale non sanno competere con gli altri se non in termini di "abbassamento del costo del lavoro".

Certo che non mancano i soldi per regolarizzare i precari! Basta pensare che gli imprenditori italiani si sono stra-arricchiti delocalizzando le loro imprese all'estero, perciò quei pochi lavoratori rimasti in Italia potrebbero non solo ricevere un contratto civile (regolare) ma addirittura avere anche un bell'aumento di stipendio.

Gli imprenditori hanno moltiplicato per 10 il fatturato negli ultimi anni mentre il buco lasciato nella Regione Lazio dall'ex ministro della salute Storace ha richiesto da solo quasi un'intera manovra finanziaria del Governo per essere tappato.

Come possiamo pensare che i politici italiani siano in grado di usare il denaro pubblico per il bene pubblico? Che siano capaci di comprendere cosa significhi per un giovane essere precario e non potersi progettare un futuro?

Il Presidente del Senato Marini dice che per regolarizzare tutti i portaborse dei politici italiani che lavorano in nero ci vuole "una leggina ad hoc" (così l'ha chiamata, come non fossero anche quelli lavoratori identici a tutti gli altri). Quindi il problema del precariato è figlio di una mentalità politica italiana malata, assolutamente malata e indegna di dirigere un Paese (di centrodestra e di centrosinistra, indistintamente).

Allora il precariato svanirà come per magia quando la classe politica dirigente attuale avrà la decenza di andarsene (penso ad uno scandalo di nome Politopoli come minimo), ma perché ciò accada servono capi d'imputazione molto gravi contro di loro e invece noi siamo nell'era in cui i vari ministri di grazia e giustizia che si susseguono non fanno altro che ridurre le pene per i loro possibili reati, quando non cancellare del tutto, o andare direttamente alla fonte e cancellare il reato.

Siamo entrati in un circolo vizioso, allora? Credo di si. Credo che nessun partito e nessuna coalizione abbia più la forza e la voglia di arrestare questo processo di declino totale a cui assistiamo per riprendere la marcia in direzione opposta: quella della civiltà e del diritto.

Però la Comunità Europea può sempre sbatterci fuori con l'accusa di non rispettare una sola delle direttive da essa emanate, no!? Specie sul fronte dei DIRITTI UMANI... E io lo spero tanto. Lo spero perché così avremmo tutti smesso di boccheggiare, finalmente, e potremo rialzare la china su basi diverse.

Mi sono un po' allontanata, forse, dal discorso del precariato, ma è più forte di me: Penso sempre che ci sia un filo sottilissimo che unisca tutte le cose, e cerco sempre di risalire il bandolo della matassa se ci riesco... per cogliere l'origine delle cose, cioè cosa va cambiato davvero per risolvere cosa.

Un abbraccio,

Hagar

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Martedì, 22. Maggio 2007
O ci stai... o TI STUPRO
By hagaris2, 10:10

Conoscete Don Vitaliano Della Sala?

Il prete di Napoli sospeso per 6 mesi dallo Stato Vaticano con l'accusa di eresia?

Sospensione a divinis... 

Don Vitaliano ha manifestato fianco a fianco con i no-global. Ha sostenuto apertamente la causa degli omosessuali. Ha detto che era per "una Chiesa degli esclusi e non per una Chiesa che escludeva", e da lì è iniziata la sua persecuzione ad opera del Vaticano. Si è temuta persino la scomunica per Don Vitaliano.

Don Vitaliano tenne un discorso al Gay Pride World di Roma del 2000. Parlò dell'esistenza di un’altra Chiesa:

"Ma sono qui anche a testimoniarvi che esiste un’altra chiesa oltre quella del Vaticano"

E ancora:

"Ci sono personaggi compromessi con regimi dittatoriali e sanguinari che nella Chiesa fanno carriera..."

Accusa: 
- l’arcivescovo di Lima

- un vescovo dell’Opus Dei

- il card. Pio Laghi, una carriera fatta sul sangue dei desaparecidos in Argentina

- il card. Sodano, diventato addirittura segretario di stato facendo carriera sul silenzio delle stragi di Pinochet in Cile

- il card. Ruini...

"Perciò la Chiesa (di Roma, il Vaticano) deve cominciare a riflettere su di voi, su cosa significhi essere gay. Deve confrontarsi con voi, non considerarvi né peccatori, né gay, né diversi..."

Ma perché vi parlo di Don Vitaliano adesso? Perché forse dopodomani andrà in onda ad Anno Zero (per me la più importante trasmissione esistente oggi in Italia assieme a Report) il famoso reportage relativo ai crimini sessuali commessi dalla Chiesa, e allora io voglio farvi leggere un pezzo che Don Vitaliano scrisse al riguardo il 30 Ottobre 2006 nella sua Parrocchia virtuale, che potete visitare cliccando sulla foto posta in cima al post.

Questo pezzo lo trovate riportato anche in altre decine di siti internet, ed è una storia vera, come ogni storia che fa accapponare la pelle, squallida e atroce per com'è. Vi prego di inorridire nel leggere questo pezzo, di arrabbiarvi, ma vi dico anche di NON considerare il voto di castità dei preti il motivo per il quale stuprano le donne e i bambini di tutto il mondo.

Paghino le prostitute se vogliono scopare, e magari anche coi soldi nostri versati in beneficenza ai poveri (cosa che comunque regolarmente già fanno), ma NON STUPRINO o faremo meglio a introdurre la legge del taglione per i crimini sessuali. Se i violentatori fossero a loro volta stuprati - e magari in massa, come amano spesso fare i preti con le loro consorelle in Africa - forse non avremmo più quell'orrendo crimine che è la Violenza Sessuale.

Per me lo stupro è un reato molto simile all'omicidio, perché dico sempre che “Non serve premere il grilletto per uccidere una persona. Ci sono tanti altri modi per distruggerle la vita”.

Se la Castità è il problema, come l'altra fetta della Chiesa vuol farci credere (quella  che svolge le indagini sul comportamento sessuale del clero in giro per il mondo) allora dobbiamo giustificare tutti coloro che non trovando una donna disponibile ad accoppiarsi con loro... vanno e la stuprano.  

In Africa stuprano le suore per paura che stuprando le donne africane venga trasmessa loro l'AIDS, e lo stesso dicasi per le prostitute. Con le suore si sentono più tranquilli, e questo viene anche confermato dalle famose "indagini" di cui sopra, ma solo come seconda causa, dopo la castità.

Chi vieta ai preti di farsi un'amante? Nessuno. Che s'innamorino pure, e preghino di esser ricambiati come succede a tutti noi, ma lo stupro è un’altra cosa. Lo stupro non c'entra e non può trovare giustificazioni alcuna, MAI.

Qui c’è il famoso video di cui si parlerà presto, spero, in tutte le TV d’Italia: SEX CRIMES AND THE VATICAN. Si racconta delle migliaia di casi di stupro di bambini da parte dei preti, e questo in tutto il mondo. Si mostrerà come e perché la stragrande maggioranza di questi sono rimasti impuniti. E' stato possibile grazie ad un documento segreto... ma non aggiungo altro o sarebbe come svelare il nome dell'assassino prima di aver visto il film.

Io, però, voglio aggiungere un altro pezzo di storie di violenza perpetrate dai preti e che sono ancora una volta migliaia, migliaia e migliaia. Lo faccio perché il documentario di cui si discuterà ad Anno Zero non ne parla, non ne accenna neanche e io non ne capisco il motivo, francamente. E' doveroso, infatti, inquadrara il fenomeno nella sua completezza, e per farlo bisogna dar voce non solo ai bambini stuprati ma anche alle donne stuprate.

 

Le suore stuprate e i silenzi delle gerarchie

LAURA E LE SUE SORELLE

Oltre il muro di molti conventi in Africa la vita per le suore non è per niente serena. Soprattutto quando i pericoli arrivano da sacerdoti e vescovi. E la Chiesa preferisce chiudere un occhio, quando non addirittura due di Emanuele Quaranta. Questa è la storia di Laura e delle sue tante, abusate, sorelle. Una storia triste e violenta, avvenuta per lunghi anni nel più tetro silenzio, in quel buio fitto in cui le vittime non hanno mai avuto voce. E quando hanno tentato di riprendersela e di alzarla, protestando e denunciando i crimini cui sono state sottoposte, non sono state ascoltate da chi avrebbe dovuto proteggerle.

Laura aveva 17 anni quando si è fatta suora. Ne aveva 27 quando è stata violentata da un prete. E ne aveva qualcuno più di 30 quando ha avuto il coraggio, per la prima volta, di parlare pubblicamente di ciò che le era successo, sconvolgendole - anzi distruggendole -  la vita.

Laura è un nome fittizio, ma il resto del suo racconto è oro colato. La sua storia ha come fondale un paese dell’Africa occidentale sconvolto dalla pandemia dell’Aids, forse la Nigeria o il Ghana o la Sierra Leone, o chissà quale altro. E ha come contesto una Chiesa cattolica che, in quel continente, non ha mai nascosto troppo bene la sua indifferenza verso uno dei precetti morali che in Vaticano ritengono obbligatori: il voto di castità e l’obbligo del celibato sacerdotale.

Il coming out di Laura  è avvenuto nell’aprile 2001, quando ha rilasciato una lunga intervista al settimanale americano National Catholic Reporter. Ma per una Laura che riesce finalmente a liberarsi dalla paura e a denunciare il fenomeno sulla stampa, ce ne sono altre cento, mille, che rimangono in un muto terrore e continuano a subire le violenze e le molestie sessuali di sacerdoti e vescovi.

La storia di Laura è semplice e, a suo modo, sui generis. Perché lei è una ragazza ingenua e piena di fede, ma anche più colta e di posizione sociale più elevata rispetto a tante sue consorelle. Appena entrata in convento comincia a subire le richieste pressanti di preti e religiosi cattolici, che magari dovrebbero essere padri spirituali e confessori, perché ceda loro le sue grazie. Forte di una non comune solidità di carattere, rifiuta e rifiuta ancora. E la cosa non è affatto semplice: le piccole congregazioni femminili come la sua, in Africa, dipendono totalmente – economicamente e spiritualmente - dal vescovo e dai sacerdoti delle diocesi. Senza la loro benevolenza, non ci sono soldi, non ci sono incarichi pastorali, non c’è neppure la possibilità di spostarsi da un luogo all’altro, dato che le automobili sono merce troppo costosa per un modesto convento di suore. Molte sue consorelle cedono. Anche perché in Africa il prete è quasi un Dio: un capo religioso indiscutibile, un uomo colto e potente, a cui è quasi impossibile dire di no.

Ma Laura, nonostante tutto, non molla. Fino a che il caso non la mette nelle mani del suo carnefice: un viaggio verso un piccolo villaggio rurale insieme a un sacerdote; la pioggia che li costringe a fare tappa in un luogo isolato; infine lo stupro, contro cui Laura si ribella e combatte con tutte le sue forze, ma che egualmente non gli evita il suo destino.

Una volta rientrata al convento, Laura denuncia l’accaduto, ne parla con i superiori e il vescovo, ma ottiene l’opposto del risultato sperato: viene emarginata, derisa, messa lei stessa sul banco degli accusati.

Fino a che, esasperata e sull’orlo di una crisi nervosa, viene tratta in salvo dalla sua facoltosa famiglia, che la manda a studiare negli Stati Uniti, dove infine raccoglie le forze, riuscendo a lasciare la sua congregazione religiosa e a ricostruire i pezzi della sua vita.

Esistono diversi rapporti, più o meno segreti, che fotografano "il problema degli abusi".

La vicenda di Laura potrebbe sembrare, agli occhi di tanti bravi fedeli cattolici italiani, una storia orrenda, ma certo non comune, un caso isolato, un raro fenomeno di devianza all’interno di un generale e consolidato rispetto della norma. Invece no, decisamente no. E a testimoniarlo sono una serie di rapporti e di indagini svolte, ai massimi livelli, dalle stesse congregazioni religiose a livello internazionale e dal Vaticano stesso.

Rapporti segreti stilati in un arco di tempo che va dal 1994 al 2000, presentati da suor Maura O’Donohue, medico e missionaria, che per sei anni ha svolto indagini sul tema dei religiosi e l’Aids in Africa, e da padre Robert Vitillo, direttore della Caritas internazionale, che durante un seminario a porte chiuse con esperti e leader religiosi cattolici di tutto il mondo al Boston College ha tenuto una dettagliata relazione su Le sfide teologiche poste dalla pandemia dell’Aids. Il terzo rapporto segreto risale al 1998, si intitola Il problema di abusi sessuali di religiose africane in Africa e a Roma e viene presentato da suor Marie Mc Donald in occasione di un incontro del consiglio dei 16, un organismo che riunisce periodicamente i rappresentanti dei superiori generali delle congregazioni religiose maschili, di quelle femminili, e della Congregazione vaticana che controlla e supervisiona la vita degli ordini religiosi cattolici. L’ultimo documento, infine, è del 2000 e ne è autrice una monaca che è anche psicologa, suor Esther Fangman, che lo illustra con dovizia di particolari al congresso internazionale dei 250 abati e badesse benedettine di tutto il mondo.

Tutti e quattro i documenti, venuti alla luce grazie al National Catholic Reporter e all’agenzia di stampa italiana Adista, sono di una concretezza e di una sincerità da far accapponare la pelle.

Vi vengono documentati migliaia di stupri, violenze e molestie sessuali subite da suore e per mano di sacerdoti. Ventitré paesi toccati da casi del genere, in tutti e cinque i continenti. Tristemente, però, è l’Africa l’area in cui si registra il maggior numero di abusi.

Questo, spiegano i redattori dei diversi rapporti, per due motivi: in primo luogo perché nella Chiesa cattolica locale - e dunque anche nel clero autoctono - celibato e castità non sono sentiti come un valore, anzi contrastano con la concezione tipicamente africana che unisce saldamente l’autorevolezza del maschio con la sua fecondità sessuale. Il secondo fattore è l’enorme diffusione del virus dell’Aids, che nel continente sta sterminando un’intera generazione. A causa del terrore del contagio, i sacerdoti attivi sessualmente - la grande maggioranza, stando agli estensori dei documenti riservati - se in precedenza si rivolgevano per lo più alle prostitute, con il tempo sono andati alla ricerca di fasce di popolazione femminile "non a rischio", in particolare ragazze giovanissime, ma soprattutto suore e monache.

Suor Maura O’ Donohue, nel 1995, ha l’occasione di illustrare il suo rapporto direttamente al cardinale Martinez Somalo, prefetto della Congregazione per i religiosi. E non gli risparmia i particolari.
Racconta, ad esempio, di un caso eclatante avvenuto in Malawi: il vescovo di una diocesi costringe alle dimissioni le superiori locali perché queste si erano rivolte a lui per denunciare che 29 suore dei loro conventi erano state messe incinte da un gruppo di preti.

Oppure racconta di quell’altra tragedia nella quale un prete violenta una suora, la mette incinta e poi la costringe ad abortire. Durante l’intervento, piuttosto artigianale, la religiosa muore e, qualche giorno dopo, il sacerdote ne celebra la messa funebre.

Insomma, spiega dal canto suo suor Mc Donald nel suo rapporto, "le molestie sessuali e anche lo stupro di suore da parte di preti e vescovi è - a quanto ci risulta - evento comune. E talvolta, quando una religiosa resta incinta, il prete insiste perché abortisca".

Se il fatto viene alla luce, aggiunge suor Mc Donald, "la donna che ne è vittima viene punita con l’espulsione dall’ordine, mentre il prete per lo più viene soltanto trasferito in un’altra parrocchia oppure inviato all’estero a STUDIARE".

Anche la relazione di padre Vitillo  è assai esplicita e coraggiosa nella denuncia. "Alcuni preti", afferma, "raccomandano alle suore di assumere anticoncezionali, e approfittano della loro ingenuità facendo loro credere che la pillola impedisce la trasmissione del virus dell’Hiv. Altri hanno incoraggiato le suore con cui hanno avuto relazioni ad abortire. Alcuni medici che lavorano in ospedali cattolici locali mi hanno raccontato di aver ricevuto forti pressioni da parte di sacerdoti perché facessero abortire delle suore".

Per decenni, su questo tragico fenomeno, "c’è stata una cospirazione del silenzio", afferma suor Mc Donald nel suo rapporto, "Ma soltanto se cominceremo a guardare in faccia la realtà onestamente, saremo in grado di trovare delle soluzioni".

Eppure nonostante la forza di tali denunce, poco o niente è stato fatto.

Nel 2001, quando quei quattro documenti su cui era stampigliato strettamente confidenziale arrivarono sulla stampa, il Vaticano - tramite la sala stampa - si trincerò dietro un asciutto "no comment".

Soltanto un "officiale" della Congregazione per i religiosi, nascosto dietro l’anonimato, si concesse la libertà di dichiarare a un giornale che "la vicenda è a conoscenza della Santa Sede, che sta prendendo le misure del caso".

Eppure, nessun documento ufficiale, nessuna direttiva pubblica è stata emanata nel frattempo. Stessa inazione e disattenzione è stata manifestata in Africa, dalle Conferenze episcopali nazionali. In Nigeria, la reazione alla pubblicazione dei documenti riservati da parte di religiosi e vescovi
furono molto irritate. L’Amecea, l’organismo che riunisce gli episcopati dell’Africa orientale, arrivò ad accusare gli estensori dei rapporti di "slealtà". Soltanto la Conferenza episcopale sudafricana, grazie all’impegno del cardinale Wilfried Napier della diocesi di Durban, pubblicò un documento pastorale in cui ammetteva che "le autorità ecclesiastiche sono in difficoltà quando si tratta di affrontare simili casi" e istituiva un protocollo di comportamento, nonché una serie di misure per punire i sacerdoti rei di simili crimini. A distanza di cinque anni dallo scandalo che la pubblicazione dei quattro documenti riservati aveva prodotto nell’opinione pubblica cattolica a livello mondiale, la vicenda delle suore stuprate dai sacerdoti -  in Africa e anche altrove - è tornata nel dimenticatoio. Non ci sono tracce che un fenomeno descritto come "comune" sia stato affrontato con decisione e incisività.

La congiura del silenzio sembra averla avuta vinta.

Chissà che cosa ne è stato di Laura? Se è riuscita a trovare la sua serenità, dopo quella terribile violenza; se è riuscita a conservare la fede, nonostante lo schifo per le persone che, di quella fede, avrebbero dovuto esserle maestri. E chissà che cosa ne è stato delle sue tante, abusate, sorelle.

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Mercoledì, 02. Maggio 2007
Movimento per la Vita
By hagaris2, 20:57

Da oggi fra le mie Persone di Valore c'è anche Monica (SoleSorriso&LunaStella). 

Monica fa volontariato. Crede nella vita, nel diritto alla vita, e si batte per quello. Movimento per la Vita, lo conosciamo tutti.

Sai Monica, io apprezzo quello che fai, perché posso immaginare cosa provi un bambino dentro la pancia di sua madre quando capisce che fuori è considerato solo "un esubero"; così come posso immaginare che una persona non desiderata nasca già con delle carte sfigate in mano. Si siede al tavolo della vita e non ha neanche un asso da giocarsi. Chissà quante volte cambierà tavolo da gioco prima di capire che resta sempre lui. Siete certamente animati non dal mero senso cristiano ma dal desiderio di difendere, almeno voi, qualcuno che non può difendersi da solo, perché non ha ancora le braccine, le gambette e i polmoni. E questa è VITA, non c'è dubbio. E' vita e va difesa. Qualcuno deve difenderla, e voi lo fate.

Mi sono chiesta spesso se il diritto alla vita valga solo fino a qando siamo degli embrioni (vedi ultimo referendum) o se invece debba valere anche dopo, sempre, finché non moriamo. Mi sono risposta di SI, che il diritto alla vita è il diritto alla dignità (per me vita e dignità sono sorelle siamesi) e quindi deve valere sempre. Solo che c'è un problema. E il problema è che dopo non vale più.

Se Bush vuole il petrolio dell'Iraq e per ottenerlo bombarda un intero popolo con le armi chimiche... il diritto alla vita non c'è più.

Se in Italia una donna può essere stuprata da un branco di maschi inferocii e questi non faranno un solo giorno di galera... il diritto alla vita non c'è più.

Se un omosessuale si da fuoco a Piazza S. Pietro perché non ne può più della persecuzione contro di lui e la sua libertà di amare chi vuole... il diritto alla vita non c'è più.

Se il 20% delle persone consumano l'80% delle risorse del pianeta... il diritto alla vita non c'è più.

Ma anche se un imprenditore distrugge un'azienda di migliaia di dipendenti e fra questi ce n'è anche uno soltanto che si uccide... il diritto alla vita non c'è più.

Mi chiedo da tempo cos'è la vita, e alla fine mi sono risposta che la VITA è la DIGNITA'. Senza la Dignità di tutto possiamo parlare meno che di vita umana, perché l'uomo non si nutre di solo pane, tutt'altro.

Penso che avremo tempo e modo di confrontarci su questo tema così importante che è il diritto alla Vita, perché il mio pensiero al riguardo è in continua evoluzione.

Grazie, ciao

Hagar

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Martedì, 17. Aprile 2007
Serve un altro Maxiprocesso
By hagaris2, 13:18

Vi linko due articoli che per me dicono più di mille parole, e che hanno molto in comune fra loro, a partire da un nome e cognome.

Il primo è stato scritto dal bravissimo giornalista Davide Giacalone, che nel suo blog ha approfondito molto il tema delle Telecomunicazioni in Italia, nel senso più brutto del termine, e cioè con riferimento ai fallimenti forzati e cose del genere. In particolare fa spesso riferimento a Telecom Italia che, non dimentichiamocelo, da lavoro a oltre 20 mila persone. L'articolo s'intitola "Telecom Italia, coincidenze e vuoti di memoria"

Il secondo articolo che vi propongo è uscito su Polis Quotidiano nell'Ottobre del 2006 e s’intitola “Un uomo per tre crack. I misteri di Grisendi”.

Cos'hanno in comune questi due articoli? Di certo un nome: Gianni Grisendi. Ed è anche per questo che io mi chiedo perché oggi sono in corso in Italia tre distinti processi: uno per Cirio, uno per Parmalat e uno per Tecnosistemi. Perché non si è mai pensato ad un maxiprocesso - anche a costo di ripartire da zero - per far luce sui molteplici intrecci societari che hanno portato al crack le tre aziende?

Penso ai giudici Falcone e Borsellino, naturalmente. Penso al maxiprocesso a Cosa Nostra. Ai tempi Falcone e Borsellino chiesero ed ottennero che fosse costruita una nuova e grande aula di tribunale, capace di accoglierli tutti insieme i mafiosi, e spiegarono il perché della loro richiesta.

Senza un maxiprocesso non sarebbe mai emerso cos'era la Mafia. Senza l'unificazione dei processi non avrebbero potuto dimostrare che c’era un sottile filo rosso che univa fatti e persone di mafia. 

Un maxiprocesso, insomma, per evitare che la maggior parte degli imputati venisse prosciolta da tutte le accuse a loro carico. Un maxiprocesso per parlare di mafia a 360°, perché un sistema - e la mafia è un sistema - lo si può comprendere solo analizzandolo nella sua interezza.

Un maxiprocesso per mettere in risalto le fitte reti di relazioni intessute per decenni da uomini di mafia, imprenditoria e politica italiana. Un maxiprocesso per cercare di cambiare le cose.

Ecco, secondo me l'Italia necessita di un secondo maxiprocesso, con riferimento questa volta al fenomeno delle truffe societarie, o CRAC aziendali che dir si voglia. Non dimentichiamoci che il caso Parmalat è stato "premiato" come truffa mondiale del secolo, e questo qualcosa vorrà pur dire. Se pensiamo alle persone presenti in quelle aziende e che in parte erano sempre le stesse, e se pensiamo alle leggi varate in quegli anni dal governo Berlusconi (ma credo che la sinistra avrebbe fatto altrettanto) e che depenalizzavano il falso in bilancio e i reati societari tutti... come si fa, mi chiedo, a non capire che la Mafia in Italia ha cambiato volto? Come si fa a non capire che è chiaramente entrata nel tessuto vitale della società, quello più produttivo, delle aziende e dei mercati borsistici in genere, e che non si parla più solo di droga, prostituzione, rifiuti ed edilizia, ma anche di aziende che producono latte, apparati di telecomunicazioni e pomodori? Non si parla più solo di cemento e rifiuti solidi urbani ma anche di persone: migliaia e migliaia di persone. E rendiamoci conto una santa volta che ora non serve più essere prostitute o drogati per finire in mezzo alla strada. Si può essere anche "persone per bene", che si alzano la mattina e vanno a lavoro per otto e più ore al giorno ma ecco che improvvisamente ci si ritrova tutti in mezzo alla strada. Senza un lavoro e senza un perché. Senza un perché, soprattutto. 

La mafia non è collusa con imprenditori e politici. La mafia è imprenditrice e politica. Sembra la stessa cosa ma non è così. E' come dire che il cancro del nostro Paese è andato in metastasi al cervello. E allora che fare?

Servono altri due eroi come Falcone e Borsellino e un secondo maxiprocesso. Serve la rabbia delle persone, che scendano in piazza a tirar monetine sulla testa agli onorevoli inquisiti per mafia e ne chiedano l’espulsione immediata dal Parlamento. Serve un altro maxiprocesso che faccia capire com'è diventata l'Italia e permetta al popolo di maturare quella forza e quella rabbia indispensabili per cambiare una volta per tutte le cose.

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